La filiera degli eventi

La filiera degli eventi e delle cerimonie: fatturato 2020 praticamente azzerato

Necessaria una politica che aiuti strutturalmente il settore

Mirco Froncolati, Portavoce Settore Ho.Re.Ca per il Veneto: “Questo è un comparto in gravissima sofferenza. Necessaria una responsabilità etica: le nostre aziende debbono essere messe in grado di preservare l’occupazione e mantenere il posto di lavoro dei dipendenti e dei collaboratori”.

Sono oltre 23mila in Veneto le imprese tra abbigliamento e abiti da cerimonia; alloggio e location; attività artistiche e di bellezza; audio e video; ristorazione e catering. Un intero comparto legato all’organizzazione di cerimonie ed eventi sia per privati che per aziende che, da solo, ricopre tra il 10 ed il 15% del Pil regionale e che in questi 11 mesi di pandemia da Covid19 ha pressoché azzerato il fatturato.

«La pandemia ci ha letteralmente massacrati – afferma Mirco Froncolati Portavoce Settore Ho.Re.Ca per il Veneto –. Da febbraio dello scorso anno tutti i grossi eventi privati, i matrimoni, le cerimonie, le fiere, i meeting e i congressi aziendali, tradizionalmente in programma nella primavera e nel mese di dicembre, sono stati annullati. Anche se abbiamo avuto una esigua boccata di ossigeno riprendendo in piccola parte a lavorare nel periodo estivo seppure tra tutte le limitazioni, da settembre in poi tutto il comparto nuovamente ha accusato una seconda battuta di arresto».

La Regione ha messo in campo un fondo per ristori da 16 milioni che a breve dovranno essere destinati tramite bandi. «Il ristoro è un aiuto che, ad oggi, non ha avuto dimensioni adeguate – commenta il Portavoce Froncolati  –. Più che aiutare le aziende a superare il momento, sarebbe necessario pensare ad un piano per sostenere  la ripresa delle aziende, un progetto che copra tutto il 2021 e magari anche il 2022. Dopo un anno di fatturazione azzerata le implicazioni non si ripercuoteranno solo sui titolari delle aziende, ma vi saranno anche conseguenze sociali con pesantissime ricadute sul tasso di occupazione.»

Tra tutte, una è la richiesta più pressante che i rappresentanti della categoria rivolgono ai governanti: «È necessario che il Governo elabori una politica che aiuti strutturalmente il settore. Dopo un anno così critico, il singolo ristoro non è sufficiente: può sostenere il momento, ma nulla di più. Ci deve essere una responsabilità etica. Oltre alla tenuta delle nostre aziende, la preoccupazione è quella di essere in grado di preservare l’occupazione, e questo oltre a trasformarsi in una possibile emergenza sociale, nel nostro settore diventa un fallimento che l’imprenditore sente verso i propri collaboratori. Noi come imprenditori  – conclude Mirco Froncolati – in questo settore così fortemente penalizzato ci mettiamo tutto l’impegno per guardare avanti, per pensare a diverse soluzioni, progettare nuove strategie, cambiare prospettive, ma lo sfondo per ora è ancora cupo».

«Attendiamo al più presto di riprendere un tavolo operativo con la Regione Veneto, assieme a tutte le categorie economiche e sindacali, per discutere sull’utilizzo delle risorse del Recovery fund. Su queste scelte si baseranno i pilastri del futuro economico del Veneto dei prossimi anni; per questo serve un impegno comune e la capacità di fare scelte di politica economica di prospettiva», conclude Matteo Ribon Segretario CNA Veneto.

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