Veneto, la presenza degli artigiani nelle province

Blocco del ricambio generazionale e mancata riforma legge artigianato tra le cause del calo

Veneto, presenza artigiani nelle province. In Italia la quota di imprese artigiane sul totale delle imprese attive è del 21,5%: questo è il peso ed il significativo valore dell’artigianato per l’economia e la società italiana. In Veneto gli artigiani sono ancora più presenti.

Tab. 1 – Ranking di artigianalità delle province venete: quota di imprese artigiane sul totale delle imprese (val.%)

Province (Veneto)Coefficiente di artigianalità (2023)
Belluno27,9
Rovigo27,9
Vicenza27,1
Padova23,9
Venezia23,3
Treviso25,7
Verona24,8
Italia21,5

Guardando agli addetti e non più alle imprese, la quota attribuibile alle realtà artigiane scende al 13,4% a livello nazionale.

Tab. 2 – Ranking di artigianalità delle province venete: quota di addetti nelle imprese artigiane sul totale degli addetti nelle imprese (val.%)

Province (Veneto)Coefficiente di artigianalità (2023)
Rovigo22,8
Treviso17,2
Belluno16,9
Vicenza16,7
Padova16,6
Verona14,4
Venezia14,1
Italia13,4%

Nell’ultimo decennio il numero complessivo di imprese è cresciuto mentre quello delle imprese artigiane si è ridotto. Conseguentemente, si è registrato un ridimensionamento del carattere artigiano delle imprese italiane. A livello nazionale il coefficiente registra una perdita di 3,9 punti percentuali.

Le principali cause sono:

  • Il blocco del ricambio generazionale. L’età media dei titolari artigiani è salita costantemente, con circa il 60% degli imprenditori che supera oggi i 50 anni. Nel momento in cui questi arrivano alla pensione, in assenza di un erede o di un acquirente, l’attività semplicemente cessa;
  • il mismatch tra domanda e offerta di lavoro;
  • la pressione dei canali distributivi e la concorrenza globale. I modelli di consumo sono cambiati a svantaggio del piccolo produttore e riparatore;
  • la burocrazia, i costi fissi gestionali e la digitalizzazione;
  • l’evoluzione del concetto di artigianato. Va evidenziato che la riduzione del dato “quantitativo” (il numero di imprese iscritte all’Albo dell’Artigianato) nasconde anche un’evoluzione qualitativa: molte nuove realtà che continuano a fare prodotti di altissima qualità manuale o manifatturiera non si iscrivono più al settore artigiano tradizionale, ma scelgono di nascere come S.r.l. o società di servizi. Da qui l’esigenza di una riforma della legge quadro sull’artigianato.

Tab. 3 – Variazioni dell’incidenza delle imprese artigiane sul totale imprese nelle province italiane nell’ultimo decennio (val.%)

Province (Veneto)Variazioni 2014-2023
Vicenza-5,3
Rovigo-5,3
Belluno-5,2
Padova-5,0
Verona-4,9
Treviso-4,1
Venezia-3,6
Italia-3,9

La dimensione artigiana – sia sotto il profilo delle imprese insediate che degli addetti impiegati –rimane un elemento caratterizzante dei territori fortemente ancorati alla tradizione manufatturiera e distrettuale. La sua perdita di incidenza in un numero cospicuo di queste province costituisce però un campanello d’allarme per la tenuta del “saper fare” tipico del Made in Italy, risorsa difficilmente rimpiazzabile una volta scomparsa.

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