Un mondo in cambiamento

La 13esima edizione dell'Osservatorio economia e territorio di CNA Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia

Venerdì 28 marzo 2025 si è svolta la tredicesima edizione dell’Osservatorio Economia e Territorio, un appuntamento ormai consolidato a cura del Centro Studi Sintesi, con la partecipazione delle CNA di Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia. Queste tre regioni, cuore pulsante dell’economia italiana, collaborano da anni con il Centro Studi per analizzare i principali trend economici e sociali. Il tema di quest’anno ha riguardato il quadro geopolitico globale, con un’attenzione particolare alle sue ripercussioni sull’economia.

L’arretramento della democrazia e l’instabilità mondiale

La relazione iniziale di Alberto Cestari, del Centro Studi Sintesi, ha evidenziato una preoccupante regressione della democrazia a livello mondiale. Nel 2024, i paesi democratici rappresentano solo il 42% del totale, pari a 71 nazioni, ospitando meno della metà della popolazione globale (45%). Al contrario, i regimi ibridi sono 36, mentre quelli autoritari salgono a 60. Questo scenario conferma una tendenza preoccupante: il mondo appare sempre più instabile e meno sicuro, una situazione esacerbata dai conflitti in Ucraina e a Gaza e dall’incertezza politica legata alla nuova amministrazione Trump negli Stati Uniti.

Le conseguenze per l’economia regionale e nazionale

L’Osservatorio ha analizzato i principali fattori di rischio per le economie regionali, individuando, oltre alle tensioni geopolitiche, anche le criticità legate ai cambiamenti climatici. Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia, pur essendo trainanti per l’Italia con il 40,7% del PIL nazionale e il 52% delle esportazioni, stanno registrando una crescita inferiore rispetto ad altre aree del mondo. Con il 36,8% degli occupati italiani, queste regioni sono altamente vulnerabili agli shock economici globali.

L’Europa, nel suo complesso, soffre una forte esposizione ai rischi derivanti dalla frammentazione del commercio mondiale, sia per la sua elevata interconnessione con gli altri mercati, sia per la dipendenza dall’importazione di risorse naturali. In questo contesto, l’Italia è particolarmente fragile: il paese è in grado di soddisfare autonomamente solo il 22,5% del proprio fabbisogno energetico, un dato nettamente inferiore rispetto al 49% della Francia, al 67% del Regno Unito e all’82% della Cina. Gli Stati Uniti, al contrario, godono di un surplus energetico che garantisce maggiore stabilità economica.

Un punto critico per le nostre regioni è l’elevata esposizione all’export, che le rende particolarmente sensibili alle turbolenze globali. La crescita economica modesta aumenta ulteriormente questa vulnerabilità: instabilità geopolitica e fenomeni climatici estremi impattano maggiormente sulle economie meno solide. In particolare, l’annunciata introduzione di dazi da parte della nuova amministrazione americana rappresenta una seria minaccia per diversi settori chiave. I comparti più a rischio sono: bevande (22,4%), gioielleria e occhialeria (17,9%), farmaceutica (15,6%), automotive (15,5%) e altri mezzi di trasporto (13%).

Strategie per affrontare le sfide future

Questa edizione dell’Osservatorio ha offerto un’importante occasione di confronto per comprendere le sfide che le nostre imprese dovranno affrontare nei prossimi anni. L’incertezza globale richiede strategie di resilienza e innovazione, per garantire la competitività del tessuto produttivo e preservare il ruolo centrale delle nostre regioni nell’economia nazionale ed europea.

PDFSTAMPA

Zeen is a next generation WordPress theme. It’s powerful, beautifully designed and comes with everything you need to engage your visitors and increase conversions.

Connettiti con noi!
Raccogliamo i dettagli necessari per rimanere in contatto.

Ho letto e accetto la Privacy Policy

Newsletter