Registro carico cereali farine

Prevista la creazione del Registro telematico di carico e scarico di cereali e farine

CNA Agroalimentare scrive alle Istituzioni per esprimere contrarietà

CNA Agroalimentare, insieme alle altre associazioni più rappresentative della panificazione italiana, composta da oltre 25.0000 imprese e da circa 250.000 addetti, dal variegato mondo dei laboratori artigiani e delle PMI (pastifici, pizzerie, piadinerie), richiamano l’attenzione sul recente provvedimento contenuto nella Legge di Bilancio 2021 che ha istituito un Registro telematico di carico e scarico di cereali e farine di cereali.

Tale nuovo obbligo, che implica la registrazione nell’apposito Registro telematico istituito nell’ambito dei servizi del sistema informativo agricolo nazionale (Sian), si configura come un nuovo inutile aggravio burocratico e gestionale per le nostre imprese, considerato che le stesse applicano già sistemi di tracciabilità, e che nel contempo sono chiamate ad affrontare una crisi strutturale dei consumi, aggravata dalle misure limitative imposte, per fronteggiare i contagi da Covid-19, a carico del settore HORECA della ristorazione, importante canale di sbocco della loro produzione. Tra l’altro il nuovo onere appare sproporzionato rispetto agli obiettivi dichiarati della norma.

La previsione di registrare obbligatoriamente nel registro le operazioni di carico e scarico per chiunque detenga cereali e farine, se la quantità supera le 5 tonnellate, non coglie la specificità di un settore altamente professionalizzato come quello dei laboratori artigiani, che lavora, trasformandole, farine e non già prodotti di prima produzione. Se, dunque, la finalità è quella di istituire un monitoraggio delle produzioni cerealicole presenti sul territorio nazionale, estenderlo ai panificatori e ai laboratori artigiani appare sproporzionato e non congruo alle finalità dichiarate.

La previsione legislativa introdotta, peraltro, non influisce minimamente sulla annosa questione della produzione abusiva di pane e di altri prodotti di laboratorio, di cui non si conosce la provenienza delle materie prime, perché sottratte ad ogni tracciamento, né su quella altrettanto dannosa delle importazioni di pane congelato dall’estero, pronto per la doratura.

Le richieste di CNA Agroalimentare

A fronte del nuovo obbligo le imprese rappresentate esprimono forte contrarietà e preoccupazione per i risvolti gestionali e amministrativi del nuovo onere e chiedono che in sede di attuazione del decreto ministeriale si ascoltino le rappresentanze imprenditoriali ai fini della definizione delle modalità attuative, anche ridefinendo il perimetro del nuovo obbligo, in coerenza con le finalità dichiarate dal legislatore.

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