Porti Italiani, si può operare meglio? Unatras, e molte altre sigle dell’autotrasporto sono convinte che i Porti rappresentino uno “snodo cruciale” affinchè il “sistema Paese Italia” funzioni meglio e tanto ne sono convinti che hanno scritto nuovamente alla Vice Ministra Bellanova ricordando “obiettivi e finalità condivise” a suo tempo.
“Lo sviluppo del sistema portuale è componente importante del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ed il miglioramento della sua competitività dipende anche dalle risposte che le imprese di autotrasporto che vi orbitano intorno ricercano da tempo.
Aspettative che possono essere codificate in due macro ambiti di intervento:
‐ Gestione operativa
‐ Ruolo della rappresentanza dell’autotrasporto
A seguire uno dei passaggi della lettera inviata (in allegato il testo completo)
GESTIONE OPERATIVA – Regolamentazione del servizio di trasporto container Nella prima macroarea, rientrano le problematiche in materia di regolamentazione del servizio di trasporto contenitori, tra cui la regolamentazione delle attese al carico e allo scarico, la definizione generale delle tempistiche dei cicli operativi, la previsione di eventuali indennizzi per soste oltre franchigia, la gestione ed il ritiro dei contenitori vuoti. Tutte tematiche richiamate e disciplinate nel verbale di accordo volontario sottoscritto il 3 Giugno 2021 tra le associazioni di categoria dell’autotrasporto e ASSARMATORI, ASSOLOGISTICA, CONFITARMA e FEDERAGENTI. Pur sottolineando il positivo lavoro svolto con la sottoscrizione del verbale richiamato, il comparto lamenta una parziale applicazione delle linee comuni di condotta individuate nell’accordo “container”. A tal proposito, le Autorità di Sistema Portuale dovrebbero farsi parte attiva per contribuire a garantire la loro uniforme applicazione in tutto il territorio nazionale; competono infatti a loro compiti di indirizzo, programmazione, coordinamento, regolazione, promozione e controllo delle operazioni e dei servizi portuali. Lascia pertanto perplessi, la decisione dell’Organismo di Partenariato di La Spezia che, nei lavori del 24 Maggio c.a., non ha accolto la proposta di confermare la validità dell’Ordinanza n° 52 del 16.072021, recante “misure sperimentali per migliorare l’accesso dei mezzi pesanti nel porto di La Spezia”.
L’ordinanza richiamata, adottata in via sperimentale per sei mesi, dava seguito ai contenuti del verbale di accordo siglato lo scorso anno e la sua riconferma avrebbe migliorato la misurazione dei tempi operativi e la regolazione dei livelli di sevizio camionistici. Una regressione incomprensibile, che riporta allo stadio precedente l’attività di governo e controllo dell’attività portuale e che annulla ogni velleità di La Spezia di essere presa a modello dalle altre AdSP. Un ritorno ai disservizi che determinano perdita di produttività e che non possono essere più sostenuti dall’autotrasporto. PROPOSTA Per questi motivi Le chiediamo di intervenire su tutte le AdSP e sugli Operatori interessati affinché siano superate le criticità evidenziate e recepito, attuato e migliorato il “verbale di accordo volontario di diritto privato” in vigore dal 1° Luglio 2021.