Ecobonus e sisma bonus: la detrazione al 110% come volano per il settore edile

Conte: “Credito cedibile alle banche: così coinvolgiamo anche le PMI”

Il Veneto è la seconda regione in Italia per consumo di suolo, dietro la Lombardia. Oggi il suo patrimonio edilizio complesso da gestire è ancora ampiamente da riqualificare: non a caso anche in Veneto il mercato è ormai stabilmente guidato dalla ristrutturazione e dall’efficientamento energetico. Secondo la CNA del Veneto proprio questo ambito nel 2019 assorbiva oltre il 70% del fatturato complessivo del settore. Ora con l’introduzione dell’ecobonus, la nuova misura introdotta dall’ex decreto maggio che prevede la detrazione fiscale del 110% delle spese sostenute per gli interventi di efficientamento energetico e la riduzione del rischio sismico la percentuale potrebbe salire al 90 per cento. Secondo l’Osservatorio della CNA del Veneto* Il 52% del patrimonio edilizio totale, vale a dire 435mila edifici (per un totale di 1milione di abitazioni), è stato costruito tra il 1945 e il 1981 con bassi standard qualitativi e alti consumi energetici. Inoltre oltre 250mila abitazioni sono in stato mediocre o pessimo di conservazione, e necessitano di riqualificazione strutturale oltre che energetica. Solo riqualificando queste ultime si stimano investimenti per 17 miliardi che produrrebbero 20mila posti di lavoro. Andando ad agire sul patrimonio in classe G, i 435mila edifici citati, si attiverebbero ulteriori 29miliardi di investimenti e almeno altri 30mila posti di lavoro. Potenzialmente quindi, se sarà confermata l’estensione della misura sia alle prime che alle seconde case, il totale degli investimenti potrebbe arrivare a circa 46 miliardi di euro e 50mila posti di lavoro.

“La misura del 110 per cento potrebbe rappresentare un volano importante per la ripresa dei cantieri e il comparto casa – dice il Presidente della CNA del Veneto Alessandro Conte che guarda con grande favore alla misura ma che al tempo stesso sottolinea come resti però irrisolto il problema dello sconto in fattura che rischia di penalizzare le piccole imprese che non hanno crediti fiscali – Dobbiamo evitare che una partita così importante passi attraverso le multinazionali di energia e gas e lasci alle imprese del territorio pochi spazi. Se dunque la burocrazia non sarà eccessiva e se anche le piccole imprese del Veneto verranno messe nelle condizioni di cedere il credito alle banche allora la misura sarà utilizzabile da tutti”.

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