Crisi energetica in Veneto: bollette PMI aumentano 22%

CNA chiede misure concrete per artigiani e piccole imprese

Crisi energetica in Veneto. Secondo le stime di CNA Veneto, il costo dell’energia nella regione è destinato a crescere in maniera significativa: tra il 2025 e il 2026 la bolletta regionale passerà da 10,9 a 13,3 miliardi di euro, con un incremento di 2,4 miliardi in un solo anno. L’industria manifatturiera è il settore più colpito, mentre le piccole imprese rischiano di vedere compromessa la propria competitività.

Bollette alle stelle: gas e elettricità in aumento

L’analisi di CNA Veneto, basata su dati ARERA, Eurostat e GME, evidenzia rincari significativi su entrambe le principali fonti energetiche:

  • Gas naturale: +28,4%, con un aggravio stimato di oltre 1 miliardo di euro.
  • Energia elettrica: +19%, con un impatto maggiore sulle province di Verona e Vicenza.

Le filiere energivore del Veneto — siderurgia, vetro, carta, ceramica, chimica e plastica — subiranno l’aumento più pesante: 610 milioni di euro in più solo per l’elettricità e 425 milioni per il gas.

Impatto sulle PMI e sulle piccole imprese

Le piccole e medie imprese venete sopportano un peso sproporzionato sulla bolletta. Circa il 33,5-40% della spesa elettrica riguarda oneri di sistema e voci parafiscali, non direttamente collegate al consumo reale.

CNA Veneto sottolinea la necessità di una revisione strutturale degli oneri, affinché le PMI non paghino più del dovuto rispetto alle grandi utenze o alla media europea.

Soluzioni praticabili: cosa fare subito

Per affrontare la crisi energetica, CNA Veneto indica soluzioni praticabili subito. A livello nazionale, serve rafforzare il credito d’imposta per le PMI e rifinanziare i bandi per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, insieme a procedure più veloci per le comunità energetiche rinnovabili. A livello regionale, è fondamentale creare un fondo rotativo per l’efficienza energetica, sostenere l’aggregazione tra imprese per acquisti collettivi e velocizzare il Fondo Veneto Energia, incentivando anche il fotovoltaico nelle PMI. Le imprese, intanto, possono agire con una diagnosi energetica, la rinegoziazione dei contratti e l’autoconsumo fotovoltaico, riducendo costi e sprechi in tempi rapidi.

La dichiarazione di CNA Veneto

Moreno De Col, presidente di CNA Veneto, commenta:

Oltre 2,4 miliardi in più in un anno non sono uno shock che una piccola impresa può assorbire. Gli strumenti per intervenire esistono: credito d’imposta, comunità energetiche, fotovoltaico funzionano. Quello che manca è la velocità delle istituzioni. Chiediamo a Regione e Governo di semplificare, accelerare e finanziare. Gli artigiani veneti stanno già facendo la loro parte. Ora tocca alla politica.

La crisi energetica in Veneto richiede risposte rapide e concrete, non proclami. CNA Veneto invita le istituzioni a sostenere le PMI con strumenti efficaci, e le imprese stesse a cogliere le opportunità offerte da efficienza, autoconsumo e aggregazioni per ridurre i costi.

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