Negli ultimi quindici giorni il costo del gasolio ha superato i 2 euro al litro su gran parte del territorio nazionale. Questa situazione sta mettendo in forte difficoltà le imprese di autotrasporto, che non riescono a trasferire i maggiori costi ai committenti.
Secondo UNATRAS, l’associazione di categoria, il caro carburante rischia di fermare i mezzi nei piazzali, con conseguenze pesanti sull’economia che si muove su gomma.
Perché il settore rischia il blocco?
UNATRAS segnala due problemi principali:
- La situazione può essere in parte il risultato di speculazioni da punire.
- Le imprese stanno esaurendo la liquidità necessaria a sostenere i maggiori costi.
Il risultato è un rischio concreto: se i mezzi si fermano, molti settori dipendenti dal trasporto su gomma subirebbero gravi rallentamenti.
Le misure richieste da UNATRAS
Per affrontare l’emergenza, UNATRAS propone interventi concreti:
- rimborso immediato delle accise senza attendere il silenzio-assenso dei 60 giorni;
- sospensione temporanea di versamenti fiscali, previdenziali, contributivi per dare liquidità alle aziende;
- credito d’imposta straordinario per compensare i maggiori costi del carburante;
- adeguamento del costo carburante nei valori indicativi dei costi di esercizio aggiornati dal MIT;
- valorizzazione del fuel surcharge nei contratti scritti per evitare problemi legali;
- monitoraggio costante della situazione tramite tavoli di confronto con ministeri competenti.
Su tutte queste proposte il Viceministro Rixi, consapevole della gravità del contesto e l’importanza fondamentale del trasporto su gomma, ha richiesto indicazioni puntuali da trasmettere al Ministero dell’Economia e Finanze per una pronta valutazione di merito e l’inserimento nei prossimi provvedimenti che il Governo varerà sull’emergenza in atto.




