Una strategia per il futuro del Made in Italy
CNA Federmoda ha presentato all’Intergruppo Parlamentare Moda il nuovo Piano Strategico 2030, un documento pensato per rafforzare competitività, sostenibilità e coesione della filiera moda italiana.
L’incontro si è svolto a Roma alla presenza dei co-presidenti dell’Intergruppo Parlamentare Moda, il Senatore Ivan Scalfarotto e l’Onorevole Fabio Pietrella, insieme ai rappresentanti del sistema CNA Federmoda nazionale.
Il Piano nasce con un obiettivo chiaro: rilanciare il valore economico, sociale e ambientale della moda italiana partendo dalle imprese della filiera produttiva, in particolare dalle micro e piccole aziende artigiane che rappresentano il cuore del Made in Italy.
I numeri del comparto moda italiano
Il settore moda continua a essere uno dei pilastri dell’economia nazionale:
- oltre 83 mila imprese attive
- 456 mila addetti
- 27,6 miliardi di euro di valore aggiunto
- 60,8 miliardi di euro di export
Un comparto caratterizzato da una forte presenza di micro e piccole imprese, che rappresentano il 96% del totale. Negli ultimi anni, però, il sistema ha subito una forte contrazione. Dal 2009 al 2025 si sono perse oltre 30 mila imprese, con conseguenze importanti su occupazione, competenze e presidio produttivo dei territori.
I tre pilastri del Piano Strategico 2030
Il Piano CNA Federmoda si sviluppa attorno a tre direttrici principali.
1) Valore economico
L’obiettivo è garantire maggiore equilibrio lungo la filiera attraverso il riconoscimento del “giusto prezzo” delle lavorazioni, una maggiore stabilità contrattuale e la semplificazione degli adempimenti burocratici.
2) Valore sociale
Il Piano punta a rafforzare l’occupazione e rendere nuovamente attrattivi i mestieri della moda, soprattutto per le nuove generazioni, sostenendo formazione e ricambio generazionale.
3) Valore ambientale
Grande attenzione anche alla sostenibilità, valorizzando le pratiche già adottate dalle imprese e trasformandole in strumenti concreti di competitività e conformità normativa.
Gli strumenti proposti da CNA Federmoda
Tra le azioni operative contenute nel Piano Strategico 2030 figurano:
- comitati distrettuali di filiera
- certificazione unica della moda
- carta della filiera equa
- academy CNA Federmoda
- osservatorio sul costo della commessa
L’obiettivo è costruire una filiera più equilibrata, trasparente e sostenibile, superando gli squilibri contrattuali e distribuendo in modo più equo costi, rischi e benefici tra tutti gli attori del sistema moda.
Le dichiarazioni
“La filiera moda italiana è un patrimonio unico, ma fragile. Senza un riequilibrio economico e contrattuale rischiamo di perdere competenze e valore in modo irreversibile”, ha dichiarato Doriana Marini, presidente nazionale CNA Federmoda.
Antonio Franceschini, responsabile nazionale CNA Federmoda, ha sottolineato come il valore della filiera rappresenti uno degli elementi distintivi del Made in Italy: “È un patrimonio ineguagliabile e riconosciuto a livello internazionale che non possiamo disperdere”.
Durante l’incontro è stato inoltre evidenziato il tema del passaggio generazionale e della necessità di rendere nuovamente attrattivi i mestieri della moda, salvaguardando competenze e identità produttiva dei territori.
Un nuovo patto per la filiera moda
Con il Piano Strategico 2030, CNA Federmoda propone un nuovo modello di sviluppo per il settore, basato su responsabilità condivisa, tutela delle competenze e valorizzazione delle imprese artigiane.
Tra gli obiettivi prioritari indicati figurano il rafforzamento della governance di filiera, il miglioramento dell’accesso al credito, il sostegno all’innovazione e la difesa del Made in Italy dalla concorrenza sleale.
Un percorso che punta a costruire una filiera moda più forte, sostenibile e competitiva, capace di affrontare le sfide dei prossimi anni senza perdere il valore del saper fare italiano.




