Stop alla distruzione degli invenduti. La Commissione Europea ha adottato l’atto delegato sulle deroghe al divieto di distruzione dei beni di consumo invenduti, applicabile dal 19 luglio 2026, insieme all’atto di implementazione che definisce il format per la comunicazione delle informazioni sui prodotti invenduti. Le nuove disposizioni rientrano nel Regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR) e puntano a ridurre gli sprechi e rafforzare l’economia circolare.
Per il sistema produttivo del Veneto, composto in larga parte da micro e piccole imprese, è importante chiarire quali obblighi si applicano concretamente.
Divieto di distruzione: chi è interessato
Il divieto di distruzione dei prodotti di consumo invenduti (art. 25 ESPR) entrerà in vigore:
- dopo 2 anni per le grandi imprese;
- dopo 6 anni per le medie imprese.
Le micro e piccole imprese sono escluse dal divieto.
Anche l’obbligo di trasparenza (art. 24 ESPR), che impone alle imprese di comunicare numero, peso, motivazioni e modalità di smaltimento degli invenduti, riguarda solo grandi imprese (immediato) e medie imprese (dopo sei anni). Le micro e piccole imprese sono esentate.
L’obbligo che vale per tutti: prevenire la distruzione
Resta però un principio generale valido per tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione. L’articolo 23 del Regolamento introduce l’obbligo di adottare “misure necessarie che ci si può ragionevolmente attendere” per evitare, per quanto possibile, la distruzione dei prodotti invenduti.
Non è richiesta documentazione formale, ma è necessario dimostrare un comportamento diligente nella gestione delle eccedenze.
In concreto, per una micro o piccola impresa questo può significare:
- pianificare con maggiore attenzione acquisti e produzioni per ridurre eccedenze prevedibili;
- privilegiare saldi e sconti prima di eliminare un prodotto;
- valutare riparazione, ricondizionamento o riutilizzo;
- gestire correttamente resi e stoccaggio per evitare danni evitabili;
- adottare prassi interne, anche semplici, per definire quando un articolo è realmente irrecuperabile.
Le nuove disposizioni non introducono un divieto diretto per le imprese di minori dimensioni, ma segnano un cambio di approccio orientato alla prevenzione degli sprechi e alla responsabilità lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.




