. SUPERBONUS 110 %

A che punto siamo

Superbonus 110 per cento, la CNA del Veneto entra nel vivo della misura che prevede la detrazione fiscale del 110% delle spese sostenute per gli interventi di efficientamento energetico e la riduzione del rischio sismico. La confederazione nazionale dell'artigianato del Veneto sta infatti organizzando un Webinar aperto a tutti per il 30 giugno intorno alle ore 16:00. All'incontro sono stati invitati i rappresentanti dell'Agenzia delle Entrate, degli istituti di credito, degli ordini professionali, dell'Anci e degli amministratori di condominio. Per partecipare sarà sufficiente seguire le istruzioni che verranno fornite attraverso i canali social della CNA.

“La misura del 110 per cento potrebbe rappresentare un volano importante per la ripresa dei cantieri e il comparto casa – dice il Presidente della CNA del Veneto Alessandro Conte - Dobbiamo evitare che una partita così importante passi attraverso le multinazionali di energia e gas e lasci alle imprese del territorio pochi spazi. Se dunque la burocrazia non sarà eccessiva e se anche le piccole imprese del Veneto verranno messe nelle condizioni di cedere il credito alle banche allora la misura sarà utilizzabile da tutti”.

A fare il punto è il responsabile regionale del comparto casa Fabio Fiorot: “CNA crede molto a questa misura ed è per questo che ha voluto dare vita a un evento in grado di mettere insieme tutti gli stakeholder del settore. A livello normativo per ora siamo in attesa della circolare dell'Agenzia delle Entrate che sarà presente all'incontro proprio per illustrarne i contenuti, così come i decreti attuativi del Decreto Rilancio e la conversione in legge del decreto stesso che potrebbe portare con sé delle modifiche”.

Secondo la CNA del Veneto il settore della ristrutturazione e dell'efficientamento energetico nel 2019 assorbiva oltre il 70% del fatturato complessivo del settore. Ora con l'introduzione dell'ecobonus, la percentuale potrebbe salire al 90 per cento. Secondo l'Osservatorio della CNA del Veneto* il 52% del patrimonio edilizio totale, vale a dire 435mila edifici (per un totale di 1milione di abitazioni), è stato costruito tra il 1945 e il 1981 con bassi standard qualitativi e alti consumi energetici. Inoltre oltre 250mila abitazioni sono in stato mediocre o pessimo di conservazione, e necessitano di riqualificazione strutturale oltre che energetica. Solo riqualificando queste ultime si stimano investimenti per 17 miliardi che produrrebbero 20mila posti di lavoro. Andando ad agire sul patrimonio in classe G, i 435mila edifici citati, si attiverebbero ulteriori 29miliardi di investimenti e almeno altri 30mila posti di lavoro. Potenzialmente quindi, se sarà confermata l'estensione della misura sia alle prime che alle seconde case, il totale degli investimenti potrebbe arrivare a circa 46 miliardi di euro e 50mila posti di lavoro.

*Rielaborazione CNA su dati Istati