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Tempi di guida in UE: quando si può “andare oltre”

Tra le novità concernenti l’autotrasporto internazionale introdotte dal Regolamento 1054/2020 (che fa parte del Primo Pacchetto Mobilità) c’è anche la possibilità di superare i tempi di guida giornalieri o settimanali in determinate e specifiche circostanze. La DG Trasporto della Commissione Europea ha chiarito quali sono tali circostanze. Ciò è possibile “esclusivamente per consentire al veicolo di raggiungere un luogo di sosta adeguato e nella misura necessaria a garantire la sicurezza delle persone, dei veicoli o del suo carico, o in circostanze eccezionali nei casi in cui un conducente debba raggiungere il proprio luogo di residenza o la sede operativa del datore di lavoro per poter effettuare un periodo di riposo settimanale, o un riposo settimanale regolare”. La Commissione aggiunge che “queste due nuove deroghe possono essere utilizzate quando, a causa di circostanze impreviste e indipendenti dalla volontà del conducente o dell’operatore (condizioni meteorologiche, congestione, ritardi nei punti di carico/scarico, ecc.), un conducente non sia in grado di raggiungere uno dei luoghi sopra indicati per un riposo settimanale senza violare le regole sul riposo giornaliero o settimanale”. Se l’estensione del tempo di guida serve all’autista per raggiungere il suo luogo di residenza o la sede operativa del datore di lavoro al fine di effettuare un riposo settimanale o un riposo settimanale regolare, ciò non permette all’autista di derogare al limite massimo di tempo di guida quindicinale di 90 ore. La Commissione fa l’esempio di un conducente che abbia guidato 56 ore in una determinata settimana (settimana 1). Egli può guidare altre due ore dopo aver effettuato una pausa di 30 minuti per raggiungere il proprio domicilio per prendere un regolare riposo settimanale. Nella settimana successiva (settimana 2), il conducente dovrà assicurarsi di non guidare più di 32 ore. Questa estensione di due ore dovrà essere compensata da un equivalente periodo di riposo preso in blocco prima della fine della terza settimana successiva alla prima settimana.