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Occupazione, nell’artigianato e nella piccola impresa giugno è in crescita

giugno è continuato l’aumento dell’occupazione nell’artigianato e nelle piccole imprese nonostante l’insorgere di una serie di fattori economici e politici potenzialmente avversi alla crescita.

A rilevarlo il Centro Studi CNAche analizza a cadenza mensile le tendenze del mercato del lavoro nell’artigianato e nelle piccole imprese fin dal 2014.

Rispetto a maggio l’occupazione si è incrementata dello 0,7 per cento, il terzo miglior risultato degli ultimi dodici mesi. Su base annua, l’aumento è stato del 2,7 per cento.

Su questi dati ha influito in particolare l’andamento delle assunzionisalite dell’1,8 per cento. Ad alimentare tale risultato soprattutto posizioni lavorative non permanenti, in coerenza con le esigenze del mercato nel periodo estivo. Ma è significativa la quota di contratti a tempo indeterminato applicati ai nuovi assunti a giugno: ben il 16 per cento del totale. Si tratta della maggiore percentuale registrata negli ultimi sei anni. A dimostrazione che il positivo andamento del mercato occupazionale di giugno non è determinato esclusivamente da esigenze stagionali ma è legato anche a cicli economici con orizzonti temporali più lunghi.

Gli artigiani crescono

Non è una clamorosa inversione di tendenza ma è tuttavia un dato incoraggiante quello che arriva dall’Inps: l’anno scorso il numero degli artigiani è tornato a salire, circa 1,585 milioni, oltre 5mila in più rispetto al 2020. Il rimbalzo arresta il trend negativo che dal 2012 al 2021 ha registrato la perdita di quasi 300mila artigiani.

E’ evidente la stretta relazione tra demografia delle imprese e andamento dell’economia. Il consistente recupero del Pil del 2021, dopo la rovinosa caduta nel primo anno di pandemia, ha beneficiato del contributo delle imprese artigiane. Un segnale che deve essere consolidato attraverso misure e riforme che la nostra Confederazione Nazionale dell’Artigianato sollecita da tempo.

Il decennio di crescita zero ha impattato negativamente sul tessuto delle imprese che hanno dimostrato notevoli capacità di resistenza e flessibilità durante la pandemia, in particolare le piccole imprese che continuano a essere forza motrice del Made in Italy.

I numeri del 2021 confermano ancora una volta che un contesto favorevole alla crescita economica può contare sull’apporto delle imprese artigiane per rimettere l’Italia stabilmente sul sentiero dello sviluppo economico e sociale. Un settore, l’artigianato, che merita attenzione e politiche specifiche.