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Nuovo Dpcm, Conte: “Servono ristori adeguati e immediati, più controlli e meno chiusure”

“Perché la seconda ondata non si trasformi nella mazzata finale per le imprese del territorio l’auspicio è che i ristori annunciati dal Governo siano proporzionati alle perdite e alla situazione economica attuale e che i tempi di erogazione siano immediati. Quanto accaduto con i ritardi dei sostegni economici annunciati in passato non può più ripetersi”. Queste le parole del Presidente della CNA del Veneto Alessandro Conte rispetto alle misure che il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare già nel pomeriggio di oggi dopo gli incontri con i rappresentanti delle categorie tra cui anche CNA rappresentata dal suo Presidente Daniele Vaccarino.

Ristoratori, bar, pasticcerie, trasportatori, imprese del benessere: il giudizio sul Dpcm del 24 ottobre è stato molto critico e preoccupato. “CNA Fita taxi veneto dice stop ad una precaria azione poco lungimirante da parte del Governo nel cercare di mantenere un equilibrio socio-economico delle imprese di servizio e di pubblica utilità – dichiara Giorgio Bee portavoce regionale – Il nuovo DPCM, firmato dal Presidente Conte prevede la chiusura alle ore 18 dei ristoranti, bar, pasticcerie: siamo vicini a queste imprese che in ragione delle loro funzioni economiche, commerciali, turistiche contribuiscono a mantenere il tessuto economico in tutte le città d’Italia. Abbiamo rispettato fin dal primo DPCM sanitario tutte le regole adottate per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, offrendo un servizio al massimo della sicurezza e i dati li dimostrano. Ora stiamo subendo di nuovo la sospensione delle attività congressuali e convegnistiche e lo svolgimento in modalità a distanza delle riunioni pubbliche e private hanno inferto un durissimo colpo al settore del trasporto pubblico non di linea (taxi e NCC). In queste decisioni vogliamo essere presenti e ascoltati”.

“La partita dei ristori – dice il segretario di CNA Veneto Matteo Ribon – a nostro avviso andava gestita contemporaneamente all’uscita del Dpcm. Dobbiamo uscire quanto prima dall’equivoco per cui in questa, come in altre fasi, si chiede di scegliere tra salute e tenuta economica. Non si tratta di scegliere, ma di pensare a degli interventi che tengano conto dei dati e dell’evidenza scientifica e che non colpiscano sempre le stesse categorie perché ritenute, magari anche in assenza di un reale tracciamento, più a rischio di altre. Va infatti detto che nei mesi scorsi tutte le attività si sono adeguate a dei protocolli di sicurezza in grado di coniugare questi due aspetti. Ecco perché ci auguriamo che per i prossimi provvedimenti, che inevitabilmente ci saranno data anche la curva del contagio, le istituzioni a tutti i livelli decidano di concertare le misure insieme al territorio e alle associazioni di categoria che rappresentano il mondo delle imprese”.

Ristori adeguati e immediati, una maggiore concertazione con il mondo delle imprese, scelte fatte sulla base di analisi scientifiche oltre a una più intensa attività di tracciamento e lo stop immediato alle chiusure indiscriminate, ponendo più attenzione all’intensificazione dei controlli sono le richieste che l’associazione (che rappresenta oltre 20mila attività in Veneto) torna a lanciare. La ‘ricetta per l’emergenza’ proposta di CNA prevede anche una messa a disposizione di compensazione economiche per gli affitti: “Le attività infatti possono attrezzarsi ma non essere vittime delle scelte calate dall’alto, è il caso di dirlo, da un giorno all’altro”.

Proprio per sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica, CNA sta organizzando una serie di flash mob che si terranno nella massima sicurezza e rispetto delle regole le cui modalità verranno comunicate quanto prima.