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Lavoro, a Luglio nelle piccole imprese occupazione in recupero

Il recupero dell’occupazione, cominciato con le riaperture di maggio delle attività, è proseguito durante la prima fase dell’estate. E, grazie anche al divieto di licenziamento delle posizioni lavorative a tempo indeterminato, ha permesso variazioni congiunturali e tendenziali positive.

A rilevarlo l’Osservatorio lavoro CNA, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente le tendenze dell’occupazione nell’artigianato e nelle piccole imprese dal dicembre 2014, alla vigilia della stagione di riforme del mercato del lavoro.

Sia pure in un quadro caratterizzato ancora da una incertezza per nulla trascurabile, a Luglio l’occupazione nelle imprese artigiane, micro e piccole è aumentata dello 0,9 per cento rispetto a giugno e dello 0,1 per cento su Luglio 2019. Le assunzioni sono tornate a crescere su base annua (+7,1 per cento) dopo quattro mesi di contrazioni molto ampie. Rispetto a dodici mesi fa invece sono diminuite le cessazioni (-26,8 per cento). La crescita dei nuovi posti di lavoro è dovuta principalmente al discreto andamento della stagione turistica, risultata meno sfavorevole di quanto previsto.

“Una tendenza – dichiara il segretario della CNA Veneto Matteo Ribon – che riguarda anche il nostro Veneto, prima regione turistica d’Italia, dove i livelli di occupazione pre-covid si attestavano sopra il 67 per cento e dove l’emergenza Covid-19 sembra aver inciso di qualche punto percentuale”. 

A Luglio, per tradizione, sui livelli occupazionali incidono principalmente le attività turistiche, a spiccata stagionalità. Non è un caso che le assunzioni in questo mese siano state in prevalenza non permanenti. Se in autunno la ripresa congiunturale dovesse irrobustirsi non è escluso un recupero più rilevante dell’occupazione. Questo in attesa del banco di prova di gennaio, quando cadrà il divieto di licenziamento per gli occupati a tempo indeterminato.

“Ora, pur con le incertezze davanti alle quali l’emergenza epidemiologica ci pone – continua Ribon – è necessario guardare con fiducia ai prossimi mesi. Nel nostro documento di proposte ai candidati alla Presidenza della Regione abbiamo elencato alcune delle azioni che a nostro avviso dovranno caratterizzare il Patto per lo Sviluppo, ovvero il programma per la crescita del Veneto da condividere insieme a tutti gli attori economici, le categorie e i sindacati. Dal completamento delle infrastrutture materiali alle autostrade digitali solo per fare degli esempi, il Veneto ha tante occasioni per ricominciare a correre e provare a scongiurare i timori di una retrocessione con l’inizio del nuovo anno sul fronte dell’occupazione”.