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La posizione di “CNA Taxi” sul DDL Concorrenza

Ovvero quando la concorrenza diventa un pretesto per subordinare in maniera obbligatoria dei lavoratori
autonomi a delle piattaforme che potrebbero generare profitti senza rischi d’impresa che resteranno sulle
spalle degli operatori impoverendo il mercato anche per l’utenza. (in allegato la nota nazionale: nelle ultime ore hanno aderito al testo anche altre Associazioni e cioè il Silt/Sindacato Italiano Libero Trasporti, Confartigianato Imprese/Taxi, Lega Coop/Produzione e Servizi)

Nota per i territori e imprese
DDL CONCORRENZA SUL TRASPORTO PUBBLICO NON DI LINEA
Ovvero quando la concorrenza diventa un pretesto per subordinare in maniera obbligatoria dei lavoratori autonomi a delle piattaforme che potrebbero generare profitti senza rischi d’impresa che resteranno sulle spalle degli operatori impoverendo il mercato anche per l’utenza.
Premettendo che pensiamo vada stralciato completamente l’articolo 8 del disegno di legge sulla concorrenza, visto che la revisione del settore è già in itinere e che servizi di trasporto (compresi i
trasporti urbani, i taxi e le ambulanze nonché i servizi portuali) sono esclusi dal campo di applicazione della direttiva Bolkestein esattamente come altri settori non ricompresi nel disegno di legge sulla concorrenza.
Proveremo a fare chiarezza sulla situazione.
Nella giornata di ieri è stato approvato in Consiglio dei Ministri il Disegno di Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 che nell’art.8 attribuisce al Governo la delega ad adottare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge su proposta del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile e del Ministero dello sviluppo economico un decreto legislativo per la revisione della disciplina in materia di trasporto pubblico non di linea …