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CNA Veneto sostiene i processi aggregativi tra enti locali. Fondamentale la semplificazione per le PMI

I processi aggregativi tra gli enti locali del Veneto sono al centro dell’attenzione della Commissione Affari Istituzionali e Bilancio del Consiglio Regionale veneto che intende valutare, in modo scientifico, i punti di forza e di debolezza di fusioni, unioni, unioni montane per monitorare i miglioramenti e i cambiamenti in atto nella governance e l’efficacia degli strumenti per incentivare queste forme di aggregazione e razionalizzazione delle amministrazioni periferiche. CNA Veneto non può che plaudere all’implementazione di questi processi aggregativi di indubbio vantaggio per le PMI e per i comparti artigiani, oltre che per i cittadini.

«Da anni sosteniamo l’utilità delle fusioni – commenta Presidente di CNA Veneto Alessandro Conte – quale strumento di razionalizzazione della spesa pubblica e di efficientamento dei servizi ai cittadini. Una pubblica amministrazione capace di garantire tempi rapidi è di grande supporto alle PMI e imprese artigiane. È il momento di premere sull’acceleratore: mai come in questo momento di ripresa è vitale per le piccole, le micro imprese e gli artigiani poter contare sulla semplificazione burocratica relativa all’avvio di attività lavorative e per snellire procedure e richieste di documentazioni.»

A supporto di questa tesi, CNA del Veneto, grazie ad uno studio dell’Osservatorio realizzato in collaborazione con Il Centro Studi Sintesi di Mestre, già aveva raccolto dati significativi, tuttora validi: su 161 Comuni della regione (quasi tutti collocati in pianura e con popolazione inferiore a 5.000 abitanti), emerge chiaramente la necessità per le imprese di lavorare sul tema dell’aggregazione dei servizi e della fusione. Inoltre questo studio dimostra come su un campione significativo di 50 mila aziende attive nei 177 comuni veneti con meno di 5mila abitanti, il 62% preveda effetti positivi per le rispettive aziende dalla gestione associata dei servizi. La percentuale arriva al 73% tra i favorevoli all’unione tra i comuni.

Sburocratizzare la Pubblica Amministrazione è senz’altro tra gli imperativi della fase di ripartenza post Covid e tra le mission del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che nella premessa cita: «La riforma della pubblica amministrazione migliora la capacità amministrativa a livello centrale e locale; rafforza i processi di selezione, formazione e promozione dei dipendenti pubblici; incentiva la semplificazione e la digitalizzazione delle procedure amministrative. Si basa su una forte espansione dei servizi digitali, negli ambiti dell’identità, dell’autenticazione, della sanità e della giustizia. L’obiettivo è una marcata sburocratizzazione per ridurre i costi e i tempi che attualmente gravano su imprese e cittadini.»

Chiaramente l’interfaccia con le aggregazioni di comuni ed enti locali anziché con una pluralità di piccoli comuni non può che agire in questa direzione: favorisce la semplificazione per i comparti produttivi nell’accedere a qualsiasi documentazione e l’efficientamento di tutta una serie di servizi – concessioni, permessi, documenti preliminari di vario genere – per i cittadini, per le piccole e micro imprese, per le ditte individuali che solitamente sono a conduzione famigliare, con un indubbio vantaggio nel contattare un unico sportello e non più uffici in più sedi comunali.

«Per muoverci in questa direzione supporteremo senz’altro l’operazione di aggregazione dei comuni – conclude il Segretario di CNA Veneto Matteo Ribon ­– che porterà ad una indubbia agevolazione anche del lavoro degli uffici comunali delle piccole realtà locali spesso con poco personale e oberati di lavoro, in difficoltà ad erogare i giusti servizi nei giusti tempi. Basti pensare alla mole di lavoro relativa alle pratiche di accesso al Superbonus 110%, una grande opportunità per i professionisti, per il comparto casa, per i cittadini, una manovra che stenta a decollare per l’eccessiva burocrazia. Da anni sollecitiamo l’unione di queste realtà: ben vengano formule per proseguire in questa direzione, perché semplificazione significa risparmio, efficienza, dinamismo.»