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8 marzo, l’augurio del Presidente di CNA Veneto alle donne che possano realizzarsi nella loro professione

Le donne stanno pagando il conto più salato della crisi innescata dal Covid 19: frenate nella voglia di mettersi in proprio dalla pandemia, le donne imprenditrici mostrano una maggior necessità di supporto economico e finanziario e sono meno fiduciose degli uomini su un rapido rientro alla produttività pre-Covid. É necessario, quindi, intervenire per stimolare e sostenere le donne venete, le loro competenze ed esperienze e la loro voglia di fare impresa e innovare, incentivando l’avvio e il rafforzamento delle aziende gestite da donne. (Rapporto Unioncamere sull’imprenditoria femminile. Anno 2020)

Al 30 settembre 2020 le imprese femminili attive in Veneto risultavano 88.181, pari al 20,5% del totale delle imprese regionali. Il 24% delle imprese femminili venete opera prevalentemente nel settore commercio all’ingrosso e al dettaglio, il 17,1% nell’agricoltura, silvicoltura e pesca, il 12,8% nelle altre attività di servizi, il 10,6% nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione e il 9,1% nella attività manifatturiere.

Durante il 2020 la consistenza delle imprese femminili ha subito una leggera flessione (-509 unità, pari a un -0,6%, in linea con la contrazione delle imprese maschili) rispetto alla stessa data del 2019 (dati di fonte Infocamere elaborati da Unioncamere Veneto). Tra aprile e settembre 2020 si è registrata una caduta della nascita di nuove imprese femminili (-41,1%), che si è protratta anche nei tre mesi successivi (-17,8%) determinando una contrazione complessiva di iscrizioni di imprese femminili nei primi nove mesi del 2020 del -42,8% rispetto allo stesso periodo del 2019.

«Tra gli obiettivi di CNA Veneto – afferma Alessandro Conte Presidente CNA Veneto – vi è il sostegno all’occupazione femminile, già meritevole di maggiori investimenti in passato e oggi lacerate dalla crisi in atto. I dati dimostrano come purtroppo le donne in particolare abbiano sofferto ancor di più durante questa pandemia nel conciliare la vita privata con quella professionale. Risulta oggi imperativo mettere in pratica misure e servizi che le supportino davvero nella conciliazione vita – lavoro,siano esse lavoratrici dipendenti o imprenditrici. Per l’8 marzo desideriamo davvero augurare a tutte le donne di realizzarsi pienamente nella professione. Sono una risorsa importante sulla quale vale la pena di investire per affrontare con fiducia il futuro.»