. FATTURA ELETTRONICA NON È PIÙ TEORIA MA REALTÀ

Dal 1 gennaio è scattato l'obbligo ma ci sono esenzioni e moratori

Dal 01 gennaio 2019, la fattura elettronica non è più un’opzione ma un obbligo. Questa innovazione amministrativa impatta sul 56% delle aziende italiane, comprese le imprese di Autoriparazione. Sono circa 2,8 milioni le partite iva coinvolte. E non stiamo parlando dei grandi gruppi industriali. I numeri dicono che ad adempiere l’obbligo saranno circa 4.500 grandi aziende, 250.000 PMI (piccola media impresa) e 2.500.000 micro imprese come le carrozzerie e le officine.

Esonerati: Il 44% delle aziende italiane è però esonerato dall’obbligo di fatturazione tra i privati. Ci sono i “minimi forfettari” che sono circa 1.800.000, 260.000 medici, 75.000 farmacisti e 63.000 società sportive dilettantistiche. Tutti insieme valgono 2.200.000 partite iva.

Moratoria: per evitare brutte sorprese è stata prevista una moratoria per i primi 6 mesi dell’anno che quindi arriva al 30 settembre 2019. Non saranno applicate sanzioni se le fatture saranno emesse in ritardo ma senza sforare il termine previsto per la liquidazione periodica della IVA. Qualora venisse superato pure questo limite, sempre fino al 30 settembre, le sanzioni saranno erogate ma con una riduzione dell’80% (ma senza superare lo step successivo per la liquidazione dell’IVA). Nel 2018 sono già state emesse 37 milioni di fatture elettroniche, di cui 28 verso le pubbliche amministrazioni e 9 milioni verso aziende. Come è andata? ….. non sono mancati i problemi: fatture emesse due volte, errori di formato richiesto e problemi nell’indicazione corretta della partita iva del fornitore. Per questo è consigliabile appoggiarsi a un fornitore di software che possa offrire una soluzione 4.0 che metta al riparo dagli errori e “scarichi” il peso della fatturazione elettronica dall’amministrazione dell’impresa.

Grazie alla moratoria, di fatto, c’è tempo fino al 30 settembre per mettersi a regime senza incorrere in pesanti sanzioni.