. ECO E SISMA BONUS: PER CNA VENETO ALTRO SCHIAFFO ALLE PICCOLE IMPRESE

Il decreto crescita ed ecobonus con lo sconto alternativo alla detrazione favorisce le multiutilities, e penalizza le piccole imprese

“Tra uno sconto immediato o una detrazione in dieci anni, non c’è dubbio che chiunque sceglierebbe il primo. Ma quali sono le imprese del settore costruzioni e degli impianti che potranno accollarsi lo sconto al cliente per poi recuperare le somme a conguaglio dal Fisco? Certo non le piccole che ben pochi crediti hanno dalle Entrate. Per questo  giudichiamo un gentile omaggio da parte del Consiglio dei Ministri alle multiutilities e a qualche ex monopolista l'art. 10 del Decreto Crescita,”. Lo dichiara Fabio Fiorot, responsabile regionale di CNA Veneto costruzioni e impianti, commentando un ulteriore modifica della norma in discussione.

Il decreto approvato, infatti, va  a modificare la disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico, e prevede la possibilità, per il soggetto che ha diritto alle detrazioni, di poter optare, al posto del loro utilizzo diretto, ad un contributo anticipato di pari importo come sconto su quanto dovuto all’impresa che effettua l’intervento di riqualificazione energetica o di adozione di misure antisismiche, che viene rimborsato a quest’ultima come credito di imposta da usare in compensazione in cinque quote annuali.

“E’ piuttosto difficile immaginare che siano le aziende artigiane e le piccole imprese del settore a vantare crediti d’imposta nei confronti del fisco, mentre chi ha rilevanti crediti di imposta da compensare sono con ogni probabilità le multiutilities e gli ex monopolisti dell’energia, verso cui la norma spinge i cittadini per effettuare gli interventi di riqualificazione energetica”, commenta ancora Fiorot.

CNA ha annunciato che si attiverà in tutte le sedi per far cancellare una norma che è contro le piccole imprese, perché la nuova modalità non solo non semplifica l’utilizzo degli incentivi finalizzati alla riqualificazione energetica e statica dei condomìni (motivo ispiratore dell’articolo 10 del Decreto Crescita),  ma  produce nei fatti una pesante concorrenza sleale a danno delle imprese della filiera delle costruzioni (per lo più piccole e medie) che operano in questo settore.

“Per ovviare a questi effetti distorsivi della norma come attualmente proposta, rimettendo le piccole imprese nelle condizioni di operare, noi proponiamo che sia reintrodotta per le imprese che effettuano il lavoro e scontano al cliente le agevolazioni la facoltà di cedere ulteriormente il credito.  In tal modo il privato, beneficiario della detrazione, manterrebbe la facoltà di optare per uno dei due meccanismi disponibili, detrazione o sconto, mentre il fornitore, a seconda della sua capienza fiscale, potrebbe richiedere il rimborso al fisco o cedere tale diritto a terzi”, conclude Fabio Fiorot, responsabile regionale di CNA Veneto costruzioni e impianti.