. L'IMPRESA LIMITA LE SANZIONI SE HA FORMATO E ISTRUITO I PROPRI AUTISTI

Chiarezza da una circolare della Direzione centrale della Polstrada

La Direzione Centrale della Polizia Stradale, con la propria Circolare (vedi allegato) ha contribuito a fare chiarezza su una materia di vitale importanza per le imprese di autotrasporto e a confermare quelle che erano le aspettative della categoria, alle prese, in queste settimane, con i Corsi di formazione sul buon funzionamento dei tachigrafi digitali ed analogici e in materia di istruzione dei conducenti e di controllo sulle attività degli stessi.

Si tratta di una buona notizia, cui deve tuttavia far seguito, ora, un comportamento conseguente da parte delle imprese.

La Direzione Generale del Trasporto Stradale del Ministero (con varie disposizioni) ha disciplinato gli obblighi imposti alle imprese dal Regolamento (UE) n. 165/2014 circa la regolare tenuta dei documenti prescritti dal Regolamento (CE) n. 561/2006 , l'organizzazione di specifici corsi di formazione in materia di corretto utilizzo del tachigrafo e l'accertata frequenza di tali corsi da parte dei loro conducenti o dai conducenti sottoposti a loro disposizione, unitamente all'assolvimento degli oneri di informazione e di controllo posti a carico dell'impresa, dalla fornitura di adeguate istruzioni all’autista alla verifica trimestrale, in contraddittorio con lo stesso autista, delle risultanze dei tracciati tachigrafici.

A comprova della regolare frequenza ai Corsi organizzati secondo le regole del Decreto Dirigenziale 215/2016 tanto l’autista quanto l’azienda ricevono uno specifico Attestato.

Proprio grazie a ciò, afferma ora la Direzione della Polizia Stradale, l’organo di polizia che contesti all’autista una infrazione alle norme dei Regolamenti europei 561/2006, 165/2014 o 3821/1985  non procederà a contestare all'impresa da cui l’autista dipende l'art. 174, c. 14, CdS, qualora venga data prova, nell'immediatezza del controllo e comunque prima della redazione del verbale, dell'adempimento degli oneri di formazione, istruzione e controllo attraverso la presentazione all’agente dell’attestato in parola.

La Polizia Stradale si premura di sottolineare che ciò potrà valere solo quando si tratti di infrazioni lievi che non presuppongono evidenti carenze organizzative  e quindi quelle definite come infrazioni minori (IM) nell'allegato III del Reg. (UE) 2016/403.

In tutti gli altri casi, invece, si procederà alla contestazione dell'art. 174, c. 14, CdS, rimettendo la valutazione in ordine alla responsabilità dell'impresa al Prefetto o al Giudice di Pace, in sede di ricorso ex articoli 203 e 204-bis CDS, esprimendo parere favorevole al loro accoglimento ogniqualvolta si dia prova non solo di adempimento degli oneri di formazione, istruzione e controllo, ma anche del fatto che l'infrazione non è imputabile a insufficienze organizzative dell'attività dei conducenti da parte della stessa impresa.

A tal fine va valutata positivamente la produzione, nei casi previsti di un contratto di trasporto in forma scritta o di istruzioni scritte compatibili con le norme in esame.

Ne esce confermata, quindi, la necessità assoluta, per l’impresa, di far svolgere ai propri dipendenti i Corsi di formazione (sui quali è anche previsto un “sostegno” da parte dell’Ebav) sopra-ricordati e di adempiere a tutte le prescrizioni previste dal Decreto Dirigenziale 215/2016 in tema di fornitura di adeguate istruzioni all’autista e di verifica trimestrale, in contraddittorio con lo stesso autista, delle risultanze dei tracciati tachigrafici: dunque l’impresa, se lo ritiene opportuno (….cosa consigliatissima) ha tutto l’interesse a dimostrare di aver provveduto alla formazione di propri dipendenti soprattutto per evitare l’accumularsi di sanzioni a carico dell’impresa per mancata o insufficiente formazione dei propri autisti in tema di sicurezza della circolazione e di rispetto dei diritti alla salute ed al riposo dei lavoratori.

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