. UNA “BORSA LAVORO” PER FAR INCONTRARE DOMANDA E OFFERTA DI PERSONALE QUALIFICATO

Per affrontare la carenza di personale nel settore. L’ipotesi nata al secondo incontro con Assessore regionale Donazzan

Almeno 122 posizioni attualmente scoperte (una media di 2 possibili posti di lavoro per impresa interpellata), con punte nella maglieria (41) e nella confezione (32). Un elenco molto dettagliato ed interessante di mansioni specifiche che rilevano l’alto tasso di manualità ricercato oggi: rimagliatrici, sarte, rammendatrici solo per citare le più gettonate.

 

Sono questi i dati emersi dal questionario diffuso tra agosto e settembre dal Tavolo Veneto della Moda ad una settantina di imprese associate (artigiane ed industriali sia contoterziste che conto proprio) dell’abbigliamento, tessile, calzature, maglieria ma anche della pellicceria e pelletteria.

 

I 67 questionari compilati hanno restituito uno spaccato molto interessante della “tensione occupazionale” che esprime questo comparto. Ma a fronte delle carenze, il 56,7% degli imprenditori intervistati si è detto disposto a vagliare candidature di persone se ci fosse la possibilità di avere un periodo di tirocinio per testarne le capacità. Il 33% anche senza tirocinio. Quindi 8 imprese su 10 sono disponibili ad accogliere esperienze lavorative. 

 

Questo quadro il portavoce del Tavolo Pier Giorgio Silvestrin, Presidente di Federmoda CNA Veneto, a nome anche di Roberto Bottoli, Coordinatore Sistema Moda Confindustria Veneto, Giuliano Secco, Giannino Gabriel e Luigina Deperì, rispettivamente presidenti regionali Federazione Moda Confartigianato, Federmoda Confcommercio e Confesercenti Moda, ha presentato all’Assessore regionale Elena Donazzan, (programmazione della formazione professionale, programmi comunitari FSE, politiche per il lavoro), accompagnata per l’occasione dai dirigenti Sante Romano e Fabio Menin.   

 

Si è trattato del secondo appuntamento, concordato con l’assessore già nel luglio scorso, quando il TVM aveva lanciato la proposta di ammodernare le competenze dei lavoratori del sistema moda over 50 anni in NASPI, espulsi dal mercato del lavoro per ristrutturazioni aziendali o chiusure, che le aziende del sistema moda -soprattutto quelle medio piccole ed artigiane super-fornitori dell’alta moda-, sono pronte ad assorbire, se riqualificati.

 

“Abbiamo in mano un lavoro straordinario, anche se parziale, -ha proseguito Silvestrin- perché indicativo di un bisogno reale che potrebbe essere tranquillamente moltiplicato per dieci. Se affianchiamo a questo dato quello dell’estrazione delle posizioni aperte in Naspi e provenienti da questo comparto, 2.630 in tutto il Veneto a fine marzo di quest’anno, si intuisce subito la portata del nostro progetto. Ovviamente il numero però non ci basta. Ci serve una scheda delle competenze di queste persone, sapere da che impresa escono e con che mansioni ricoperte. Siamo al paradosso che come imprenditore sono certo che intorno alla mia azienda ci siano le competenze che cerco, ma non riesco ad individuarle” ha puntualizzato Silvestrin.

 

“Avete impostato un sistema di profilazione dei bisogni delle imprese molto interessante e che potrebbe fare scuola anche in altri settori -ha replicato l’Assessore Donazzan- e la vostra richiesta di avere informazioni altrettanto precise sull’offerta è condivisibile. Purtroppo ad oggi le politiche passive (di competenza INPS) e quelle attive (della Regione) non sono interconnesse e queste informazioni non sono disponibili. Trovo però l’idea di una “borsa del lavoro del sistema moda regionale” un obiettivo che dobbiamo darci. In primis chiederò all’INPS di fornirci i data base ma, nel frattempo, ipotizzo di coinvolgere i Centri per l’Impiego territoriali in un’azione mirata su questo settore per ricostruire un data base sufficientemente preciso. Punto ad un mix che coinvolga sia i disoccupati: con competenze importanti da ricollocare e quelli da aggiornare con corsi professionalizzanti brevi, ma anche i giovani con lo strumento dell’apprendistato. Un progetto che riguarderà non solo il mercato del lavoro del manifatturiero ma anche quello del commercio. Si potrebbe arrivare ad un accordo quadro tra Regione e Tavolo Veneto della Moda che pianifichi un quadro strutturato e completo”.

 

Molto soddisfatta della disponibilità dell’Assessore la delegazione del TVM che, nell’offrire la massima collaborazione al raggiungimento dell’obiettivo di una borsa lavoro, ha voluto sottolineare la natura manuale delle posizioni maggiormente richieste. Al contrario di coloro che puntano tutto sulla “seducente” tecnologia avanzata del 4.0, la realtà è ancora fortemente ancorata alla materia che riguarda le mani”.