. COSTI DEL LAVORO: ACCORDO PER TUTELARE LA FILIERA DELLA MODA

Nuove tabelle del costo orario del lavoro per contrastare la concorrenza sleale nella subfornitura

Nuove tabelle del costo orario del lavoro per contrastare la concorrenza sleale nella subfornitura della filiera della moda italiana.

Le ha redatte e condivise CNA Federmoda assieme alle altre associazioni imprenditoriali e sindacali del settore, per mettere fine al fenomeno evidenziato solo pochi giorni fa addirittura dal New York Times, e oggetto di anni di battaglie anche in Veneto nel distretto della calzatura del lusso della Riviera del Brenta.

“Vogliamo rispondere innanzitutto all’esigenza di rendere etico il nostro modo di produrre, creando condizioni di parità nella concorrenza e dando solo alla qualità del lavoro il valore aggiunto che può fare la differenza. Applicando queste nuove tabelle committenza e contoterzista avranno la certezza di dare al “Made in Italy” il giusto valore. Solo così possiamo tutela la qualità che è il nostro tratto distintivo”, commenta Pier Giorgio Silvestrin, Presidente regionale di CNA Federmoda Veneto.

Le “tabelle del costo del lavoro”, che vanno parametrate con gli integrativi regionali e le quote della bilateralità dei territori, sono uno strumento che esprime la base su cui andare a formulare, insieme ad altri parametri economici, i valori nella contrattazione privata fra committente e subfornitore. Sono valori di riferimento suddivisi per livello di appartenenza, che evidenziando il costo medio orario del lavoro fissano inequivocabilmente un parametro omogeneo a cui sommare i costi fissi e la giusta remunerazione dell’attività d’impresa, per una reale sostenibilità economica del processo produttivo.

“Abbiamo verificato l’esistenza di una disparità economica su tutto il territorio nazionale e la conseguente debolezza contrattuale della subfornitura rispetto alla committenza. Con questo accordo creiamo le basi per una competizione utile alla crescita, tanto delle imprese quanto dell’occupazione, grazie a condizioni certe e capaci di premiare chi le regole le rispetta. Solo un mercato capace di selezionare le imprese attraverso regole uguali per tutti i suoi concorrenti, può condurre ad una selezione virtuosa, che è la vera concorrenza leale”, commenta ancora Silvestrin.

Il riconoscimento del costo del lavoro deve essere considerato un cambiamento culturale, capace di coinvolgere il consumatore che viene chiamato ad essere parte attiva nella selezione del prodotto in fase di acquisto, orientandolo verso un “consumo responsabile” nel rispetto della dignità del lavoro e della sua qualità in tutti i processi compresi nell’intera filiera del Made in Italy.

“Made in Italy non significa solo realizzare le produzioni all’interno del confine nazionale, ma è dato anche, e soprattutto, da un saper fare unico così come da valori etici quali sostenibilità economica della filiera, tutela dei diritti di chi lavora, rispetto dell’ambiente e della salute dei consumatori, oltre che saperi e capacità di imprenditori e maestranze, che vanno assolutamente tutelati”, conclude il Presidente regionale di CNA Federmoda.

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