. IN VENETO IL FATTURATO DI FINE 2018 IN LIEVE AUMENTO

Secondo l’analisi congiunturale Edilcassa Unioncamere del quarto trimestre 2018

Ha registrato un lieve incremento  dello 0,6 per cento il fatturato delle imprese di costruzioni nel quarto trimestre 2018. E’ questo il dato che emerge dall’indagine VenetoCongiuntura, analisi congiunturale per il periodo sul settore delle costruzioni, promossa congiuntamente da Edilcassa Veneto e Unioncamere del Veneto, effettuata su un campione di 600 imprese con almeno un dipendente.

Questa situazione di lieve crescita è trainata sia nelle imprese artigiane (+0,5%), che nelle non artigiane (+0,6%). Si conferma quel segnale rassicurante, registrato nei trimestri precedenti, che oltre a confermare la stabilizzazione del settore, segnala un consolidamento del giro d’affari che sta decisamente migliorando.

Questa fase di consolidamento potrebbe migliorare se effettivamente nel 2019 venissero sbloccati alcuni fondi destinati alle opere del genio civile, e soprattutto grazie alla ripresa del mercato delle ristrutturazioni e rigenerazioni energetiche, che beneficia per tutto il 2019 di agevolazioni fiscali, alle quali si potranno

sommare gli effetti benefici della nuova normativa regionale in corso di approvazione e relativa alla stabilizzazione del “piano casa” all’interno del sistema più ampio di revisione delle modalità di utilizzazione dei crediti edilizi, vero banco di prova per tutto il settore.

Sotto il profilo dimensionale si è evidenziata una dinamica positiva per le medie imprese (+1,4% da 6 a 9 addetti) e per le grandi (+0,7% dai 10 addetti e più), mentre si registrata una situazione di sostanziale stabilità per la piccola dimensione (-0,1% da 1 a 5 dipendenti).

A livello territoriale le variazioni più significative si sono registrate nelle province di Venezia (+1,3%) e Padova (+0,7%) mentre l’andamento dell’indicatore registra una variazione negativa per la provincia di Rovigo (-0,3%), mentre nelle altre province venete la variazione è appena sotto alla media regionale.

Anche gli ordinativi mostrano una dinamica di lieve crescita, registrando un +0,7 per cento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Un maggiore traino proviene dalle imprese artigiane, che registrano un +0,9 per cento, le non artigiane, si trovano appena sotto alla media regionale.

Sotto il profilo dimensionale la maggiore variazione positiva è registrata dalle imprese di grandi dimensioni (+1,2%), seguono le medie imprese con un +0,6 per cento, ordini stazionari invece per le imprese di piccole dimensioni.

A livello territoriale le variazioni positive si sono evidenziate nelle provincie di Venezia (+1,6%), Treviso (+0,9%) e Belluno (+0,7%), mentre Padova, Verona e Vicenza hanno registrato una dinamica in lieve aumento con un +0,5, Rovigo invece registra stazionarietà degli ordinativi.

Il livello dei prezzi ha segnato un aumento del +1,7 per cento su base tendenziale.

Per le imprese artigiane l’indicatore ha registrato una crescita maggiore (+2,3%) rispetto a quelle non artigiane (+1,0%).

A livello dimensionale l’aumento è stato maggiore per le medie e piccole imprese con una variazione rispettivamente pari al +1,9 per cento e al +1,7 per cento, inferiore alla media la variazione invece delle grandi imprese (+1,5%). Guardando al territorio, a soffrire maggiormente dell’incremento dei prezzi sono le province di Vicenza con una variazione del 2,1 per cento, Treviso e Padova con delle variazioni del +2 per cento. Le altre province hanno registrato degli aumenti più contenuti ma comunque superiori all’1 per cento ad eccezione di Belluno (+0,6), che soffre meno rispetto agli altri territori.

Anche l’occupazione è in lieve ripresa (0,3% su base annua), ascrivibile alla variazione positiva delle imprese non artigiane (+2,4%) e al miglioramento della dinamica per le imprese artigiane, che comunque rimane negativa (-1,7%).

A livello dimensionale gli incrementi positivi sono stati segnati dalle imprese di medie dimensioni (+3,4%) e di grandi dimensioni (+1,7%), a soffrire maggiormente sono le piccole imprese che hanno segnato una forte flessione (-3,0%).

Sotto il profilo territoriale il dato occupazionale è positivo per Belluno (+3,1%) e Verona (+2,0%), mentre hanno registrato delle variazioni negative le province di Treviso (-1,9%), Padova e Rovigo (entrambe -1,5%).

Continuano ad essere positive ma lievemente meno marcate, le aspettative degli imprenditori dell’edilizia per gli ultimi 3 mesi dell’anno.

Per quanto riguarda l’indicatore del fatturato e degli ordinativi i saldi tra chi ne prevede un aumento e chi una diminuzione sono risultati pari a +10,3 e +7,9 punti percentuali, in leggera diminuzione rispetto all’ultimo semestre dello scorso anno (erano rispettivamente +11,8 p.p. e +9,3 p.p.).

Perdono invece le attese dei prezzi, il saldo si è attestato a +23,7 punti percentuali (era +19,9 p.p.). Sempre in calo le aspettative occupazionali infatti il saldo è risultato pari a +0,2 punti percentuali (era +1,7 p.p.).

Si riduce nel quarto trimestre 2018 il “sentiment” negativo delle imprese rispetto all’andamento futuro del mercato residenziale di nuova costruzione. L’indicatore complessivo previsionale infatti si riduce ulteriormente rispetto a quelli più negativi del secondo e terzo trimestre, passando dai 10 punti percentuali a 6,2 p.p. fino agli attuali -1,9 p.p., segno di un deciso miglioramento della previsione degli imprenditori, in uno scenario che da tendenzialmente negativo diventa tendenzialmente di stabilità. Dopo tanti mesi, trimestri e anni di negatività, i dati rilevati evidenziano uno scenario di riequilibrio, dove la differenza tra il settore artigiano, che vede un sentiment negativo pari a soli -1,8 punti percentuali, e quello non artigiano, con -2,2 p.p., indica un sostanziale equilibrio per tutto il settore. Il segnale tendenziale dunque è in miglioramento, pur restando legato a dinamiche attese che oggi possiamo indicare come di debole o quasi nullo carattere negativo.

Nel comparto della nuova edilizia non residenziale per il terzo periodo consecutivo il trend si presenta tendenzialmente con segno “più”, con un valore pari a +1,2 p.p., un valore che supera di 1 punto il +0,2 rilevato nel trimestre precedente. In questo caso si evidenzia una differenza significativa tra imprese artigiane, le cui aspettative sono positive con un valore pari a +2,2 punti percentuali, e quelle invece non artigiane, che evidenziano un valore leggermente negativo pari a -0,5 punti percentuali. Si conferma in ogni caso una generica aspettativa, leggermente positiva, in un settore che in alcune aree della regione inizia a riprendere vigore, in particolare in provincia di Verona (+6,1 punti percentuali) e di Rovigo (+5,9 punti percentuali). Anche in questo segmento di mercato sono le imprese di media dimensione, quelle con un numero di dipendenti compreso tra 6 e 9, a far segnare le aspettative migliori, con +10,8 punti percentuali, dopo la buona performance del trimestre precedente a +8,3 p.p.

Stabili le aspettative del mercato della ristrutturazione, un mercato che prosegue nella sua positività con un indice positivo pari a +28,6 punti percentuali, esattamente in linea con il trimestre precedente, segno ormai inequivocabile dell’andamento di questo mercato e del suo consolidamento come principale mercato di riferimento. Rimane stabile la percentuale di chi prevede il mercato in calo, pari al 5,1 per cento, mentre è pari al 33,7 per cento l’aspettativa positiva.

Molto diverse le aspettative tra imprese artigiane, che fanno segnare un +37,7 per cento, contro quelle non artigiane, che sommano un più modesto se pur positivo +10,5 per cento, segno anche dell’ormai consolidato orientamento del mercato verso il sistema artigiano per quanto riguarda il comparto delle ristrutturazioni. A livello territoriale le aspettative migliori le registrano ancora una volta le province di Vicenza e Padova.

Migliorano le aspettative positive di mercato delle imprese intervistate per il settore delle opere pubbliche, aspettative che presentano un saldo positivo pari a +6,3 punti percentuali (erano +4,2 p.p il trimestre precedente). L’81,9 per cento dei rispondenti si attende uno scenario di stabilità, ma con una differenza significativa tra imprese artigiane e non artigiane, dove le prime presentano aspettative migliori (+4,0 punti percentuali). In ogni caso il peso dei rispondenti che giudicano stazionario il mercato (più di 4 imprenditori su 5) è un chiaro indicatore di una ormai conclamata ritrovata stabilità del comparto e, come già scrivevamo lo scorso trimestre, un segnale positivo in una fase nella quale la riduzione degli investimenti pubblici potrà contare in futuro su una nuova stagione di opere strategiche necessarie sia a livello macro che a livello micro, in primo luogo l’infrastrutturazione del settore e la modernizzazione di alcune reti necessarie allo sviluppo delle politiche legate al territorio e alle città.