. SEMPLIFICAZIONE, TRASPARENZA E SPAZIO ALLE PMI MODIFICHE NECESSARIE AL CODICE APPALTI

Domani nell’ambito del DL Semplificazioni in discussione al Governo

 “Se vuole davvero rendere il codice appalti più semplice e trasparente e più a portata delle piccole imprese, domani il Governo deve mettere sul piatto più coraggio”.

Lo dice CNA Veneto in una nota alla vigilia della presentazione al Consiglio de ministri domani (mercoledì 12 dicembre) di un proposta di modifica del codice.

A giudizio di CNA Veneto il DL semplificazioni introduce alcune novità che vanno nella giusta direzione, a partire dall’abrogazione dell’attuale sistema di soft law, che ha finito per aumentare complessità ed opacità della norma, anziché semplificarla, all’innalzamento della soglia del massimo ribasso, per la quale CNA propone di arrivare ai 2 milioni vista l’esperienza maturata in questi anni di applicazione del Codice che ha evidenziato distorsioni nell’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e la diffusa difficoltà delle Stazioni Appaltanti ad individuare i criteri effettivamente qualitativi in base ai quali aggiudicare l’appalto.

Ma la situazione è oggi insostenibile per le piccole imprese per quanto concerne i criteri di suddivisione in lotti e gli appalti a Km zero.

“Oltre il 50% del mercato è occupato da appalti di valore superiore ai 5 milioni euro, solo il 30% riguarda bandi inferiori a 1 milione di euro, nei servizi il 46% supera i 25  milioni e solo il 15% è inferiore ad un 1 milione. Nonostante L’art. 51 del Codice abbia disposto che gli appalti siano ordinariamente suddivisi in lotti prestazionali o funzionali al fine di favorire l’accesso alle micro, piccole e medie imprese, in realtà i dati parlano chiaro: la suddivisione in lotti così com’è regolata non funziona, la discrezionalità delle stazioni appaltanti di derogare al principio è troppo ampia e penalizza gravemente le piccole imprese” si legge nella nota di CNA Veneto che chiede al governo l’eliminazione dell’aggettivazione di “funzionali” e “prestazionali” al termine “lotti”,  rendendo maggiormente pregnante l’obbligo di suddivisione in lotti, al fine di evitare facili elusioni da parte delle Stazioni Appaltanti.

Altra modifica che CNA Veneto ritiene fondamentale è favorire la partecipazione delle imprese del territorio  agli appalti a ‘Km zero’. Si ritiene che una volta individuato un “nucleo minimo” di concorrenza da parte del legislatore, ovvero le 10 o 15 imprese individuate, nel rispetto del criterio di rotazione, sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, le stazioni appaltanti dovrebbero  poter invitare altre imprese, individuate anche su base territoriale, per metterle in condizione di concorrere e formulare un’offerta migliorativa, con beneficio sia per la stazione appaltante sia per il mercato.

CNA Veneto chiede anche la qualificazione e riduzione delle stazioni appaltanti, per ottenere l'efficienza dei lavori pubblici, la prevenzione della corruzione, la capacità di tener testa alle imprese nei contenziosi, e l’innalzamento da 150.000 a 250.000 euro dell’obbligo della SOA (certificazione obbligatoria per la partecipazione a gare d'appalto per l'esecuzione di appalti pubblici), molto oneroso e spesso insostenibile per le piccole imprese.