. NESSUN SEGNALE CONCRETO DI RIPRESA. IL SETTORE RIMANE IL PIÙ COLPITO DALLA CRISI

A gennaio la produzione del settore cala vistosamente. Il miglioramento della fiducia non trova ancora riscontro nei dati di produzione

L'edilizia mostra ancora segnali di sofferenza: a gennaio scorso la produzione nel settore ha registrato una nuova e significativa contrazione:-3,8% è la variazione congiunturale rispetto al mese di dicembre 2016, - 5,2% rispetto allo stesso mese di un anno fa. E' quanto emerge dall'analisi del Centro Studi CNA a commento degli ultimi dati Istat.

“La ripresa è ancora al palo – afferma Fabio Fiorot Responsabile CNA Costruzioni del Veneto - nonostante fiducia degli operatori per una sostanziale tenuta del 2016 e buoni auspici dalle misure legislative messe in campo. Tuttavia come troppo spesso accade in Italia buona parte dei dispositivi attuativi delle misure adottate troppo spesso mancano o arrivano a distanza di anni.

Questo vale per l'edilizia scolastica come per la riqualificazione delle periferie, il fondo nazionale per l'efficienza energetica. E non giova assolutamente la proroga a singhiozzo 'annuale' delle detrazioni. Sono anni che lo diciamo a gran voce al governo: servono incentivi strutturali per una programmazione edilizia vera. Serve maggiore impegno e flessibilità delle banche nel concedere credito, e possibilità di cedere i crediti di imposta dal privato agli istituti finanziari, non solo alla solita impresa che fa da parafulmine, altro tema su cui abbiamo insistito invano.

 

Il risultato del primo mese del 2017 sopraggiunge dopo un anno caratterizzato da una sostanziale tenuta del settore: nel corso del 2016 la produzione delle costruzioni aveva segnato un -0,1% su base annua.

Bisognerà aspettare i prossimi mesi per capire se i dati disegnano un'inversione di tendenza o sono il frutto dell’alta volatilità che normalmente caratterizza gli andamenti della attività economica nei primi mesi dell’anno. In questo senso, a volere essere ottimisti, indicazioni positive giungono dal clima di fiducia del settore che è in costante ascesa ormai da tre anni.

Gli andamenti dal 2008 a oggi

Al di là degli andamenti congiunturali è importante ricordare che le costruzioni sono il settore ad avere subito maggiormente la crisi degli ultimi otto anni.

Dal gennaio 2008 a oggi la produzione si è ridotta infatti del 46,6% e si colloca su un livello inferiore di 12,9 punti percentuali rispetto a quello registrato nella media del 1995.

L’impatto della crisi del settore appare evidente nella sua pesantezza anche dai dati di contabilità nazionale. Tra il 2008 e il 2016, infatti, il valore aggiunto delle costruzioni è diminuito quasi di 31 punti percentuali (contro i 9,6 della manifattura e i 2,2 dei servizi). Di conseguenza la quota del valore aggiunto delle costruzioni sul totale si è ridotta dal 6,0% al 4,8%.

Più accentuata che negli altri ambiti settoriali è stata anche la perdita in termini di occupazione. Tra il 2008 e il 2016 la base occupazionale si è ridotta del 23,5%, ovvero di 462mila posti di lavoro, contro il -15,0% della manifattura (nel settore dei servizi, nello stesso arco temporale, si registra invece un aumento del 3,7%). 

Conclusioni

Dopo sette anni di caduta ininterrotta, nel 2016 l’attività produttiva delle costruzioni ha registrato finalmente una sostanziale tenuta (-0,1% è la variazione rispetto al 2015). È evidente che ancora non è possibile dire se l’anno appena concluso ha rappresentato il fondo del precipizio nel quale il settore è caduto nel 2008. Tuttavia un certo ottimismo può essere ricavato dalla ripresa delle fiducia delle imprese, ormai in atto da tre anni. Gli elementi sottostanti la crescita del sentiment degli imprenditori sono molteplici: da un lato, la ripresa del reddito delle famiglie, sintetizzata anche dall’aumento della domanda di mutui; dall’altra la conferma anche per il 2017 degli incentivi per le ristrutturazioni per un patrimonio immobiliare che, è bene ricordarlo, per il 74% è composto da immobili costruiti prima del 1974. 

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