. GIORNATA MONDIALE SUL CONSUMO DI SUOLO: LA PAROLA CHIAVE E' RIGENERAZIONE

3 metri quadri al secondo, 30 ettari al giorno (300.000 mq) , 10mila ettari l'anno pari a 100milioni di metri quadri. Questo il ritmo impressionante del consumo di suolo in Italia nel 2017, e le stime dell'ISPRA (qui il rapporto completo) sono tutt'altro che rosee per gli anni a venire, con un aumento fino a 8 mq al secondo in caso di solida ripresa economica, con danni ambientali inimmaginabili.

Si continua a cementificare in aree soggette a pericolosità sismica, idraulica, da frana, in aree costiere e protette. Il Veneto è al terzo posto in valore assoluto  per consumo di suolo dagli anni 50' ad oggi, con il 12% del territorio cementificato. 

“Nella giornata mondiale sul consumo di suolo ci uniamo all'Ispra nella sua campagna di sensibilizzazione contro la cementificazione selvaggia”, commenta Fabio Fiorot Segretario regionale CNA Costruzioni.

“Il breve video  che invito a vedere snocciola in pochi minuti numeri impressionanti che rendono subito cristallina la dimensione del problema. Dobbiamo ricordarci che il suolo è un bene di inestimabile valore in primis perché grazie ad esso possiamo respirare e nutrirci, piccolo particolare che spesso viene omesso a favore del ben noto e sicuramente importante ruolo di drenare le piogge e mantenere in sicurezza il territorio”.

Il suolo cementificato  abbisogna di un processo complesso e di costi assai gravosi per ritornare allo stato naturale, ossia per essere in grado di drenare le acque, essere coltivato o destinato a verde , processo che non si limita alla sola demolizione ma necessita di un'importante opera di bonifica.

“La legge sul consumo di suolo recentemente varata dalla Regione Veneto è un importante passo avanti nella direzione giusta, alla quale devono però  seguire ulteriori e altrettanto fondamentali tasselli. Primo in successione il decreto attuativo della giunta regionale che disciplinerà concretamente la materia, quindi il complesso processo di attuazione della legge stessa da parte dei comuni. Fondamentale la corretta individuazione e gestione degli ambiti comunali di 'rigenerazione urbana', aree di territorio che saranno destinate prioritariamente a processi di riqualificazione urbana con la collaborazione della società civile. Qui si gioca la vera partita, nella capacità dei comuni di saper gestire e coordinare i processi di rigenerazione del territorio, a partire dai capannoni dismessi, alle periferie degradate, ai condomini e complessi residenziali obsoleti. Solo attraverso la sinergia e l'accordo di tutti gli attori coinvolti, istituzioni, società civile, privati, si possono gestire progetti così ambiziosi nel migliore dei modi, impegnando e responsabilizzando ognuno sull'importanza della sfida. Per questo ci impegniamo  fin da ora nel favorire  l'apertura di tavoli di regia e coordinamento in tutti i comuni”, conclude Fiorot.