. ENTRO DUE MESI PA ITALIANA IN REGOLA CON DIRETTIVA EUROPEA PER NON FINIRE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA

Il ritardo pagamento incide su liquidità, complica la gestione finanziaria, e ostacola la crescita delle imprese

L'Italia è uno dei quattro paesi che la Commissione Europea ha invitato ad adeguarsi alla direttiva sui ritardi di pagamento per proteggere le PMI, pena l'avvio di procedure di infrazione o il rinvio alla Corte di giustizia europea.

E' stata la stessa Commissione UE a dare notizia che intende procedere nei confronti di 4 Stati membri (Italia, Spagna, Slovacchia e Grecia) se non adegueranno effettivamente la propria legislazione ed i comportamenti delle proprie Amministrazioni alla direttiva sui ritardi di pagamento (direttiva 2011/7/UE).

I ritardi di pagamento hanno un impatto negativo sulle imprese in quanto, oltre a incidere su liquidità e flusso di cassa ed a complicare la gestione finanziaria, ne ostacolano la crescita.

La direttiva sui ritardi di pagamento rafforza i diritti dei creditori grazie all'introduzione di termini ristretti per i pagamenti da parte delle imprese e delle amministrazioni pubbliche nell'acquisto di beni o servizi.

Qualora i termini stabiliti per il pagamento non siano rispettati la direttiva consente poi alle imprese di ottenere un equo risarcimento.

Secondo la Commissione le amministrazioni pubbliche svolgono un ruolo particolarmente importante per scoraggiare la cultura di ritardi nei pagamenti, dando il buon esempio e pagando tempestivamente ed in modo trasparente pagare i propri fornitori.

La Commissione chiede quindi chiede agli Stati membri di intervenire per i seguenti motivi:

- Grecia una nuova normativa che impedisca di vanificare i diritti dei creditori agli interessi ed al risarcimento (attraverso una lettera complementare di costituzione in mora);

- Italia: si denunciano pagamenti eccessivamente in ritardo delle autorità pubbliche (parere motivato); la Commissione si riserva di deferire l'Italia, che riceve il parere motivato, alla Corte di giustizia dell'UE.

- Slovacchia: pagamenti eccessivamente ritardati nel settore della sanità pubblica (lettera di costituzione in mora);

- Spagna: si contesta una legislazione che proroga in modo sistematico il termine legale di pagamento di 30 giorni (lettera di costituzione in mora).

Attraverso i suddetti interventi la Commissione intende garantire che gli Stati membri:

– applichino correttamente la direttiva;

– siano responsabili e trasparenti per quanto riguarda la correttezza delle amministrazioni pubbliche nei pagamenti, e

– creino un ambiente imprenditoriale affidabile per le imprese, tutti elementi che porteranno a una svolta decisiva verso una cultura dei pagamenti rapidi.

I suddetti 4 Stati membri dispongono ora di due mesi di tempo per comunicare alla Commissione i provvedimenti adottati al fine di porre rimedio a tale situazione.

La Commissione ha inoltre deciso di archiviare una procedura avviata nei confronti del Portogallo in quanto tale paese ha adeguato l'ordinamento nazionale alla direttiva.

Per ulteriori informazioni, leggere il comunicato stampa, allegato in calce.

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