. BENE STABILIZZARE IL PIANO CASA, MA MASSIMA ATTENZIONE A RIQUALIFICAZIONE E SOSTENIBILITA’

Il parere di CNA Costruzioni Veneto sul PDL 402

“Rendere il Piano casa stabile è una misura che condividiamo perché solo così si può evitare di spegnere l'importante volano alimentato fino ad oggi dalla legge”.

E’ questo il parere oggi dalla Presidente di CNA Costruzioni Veneto, Monica Pavan, alla seconda commissione consiliare della Regione Veneto, in occasione delle audizioni delle categorie sul testo del Progetto di legeg 402, della Giunta regionale.

La nuova legge indica nuove politiche per la riqualificazione urbana e l'incentivazione alla rinaturalizzazione del territorio regionale, con particolare riferimento alla messa a regime del Piano Casa, introducendo nuove misure finalizzate alla rinaturalizzazione del territorio veneto ed al miglioramento della qualità della vita all'interno delle città. E' prevista l'introduzione dei crediti edilizi da rinaturalizzazione che contribuirà al riordino urbano mediante la demolizione di opere incongrue ed elementi di degrado. Ulteriore impulso verrà dato all'efficientamento energetico degli edifici, nonché alla sicurezza dì quelli esistenti in aree dichiarate dì pericolosità idraulica o idrogeologica.

“Gli impegni europei di sostanziale azzeramento delle emissioni al 2050 ci impongono un'agenda serrata di rigenerazione del patrimonio edilizio, che a tutt'oggi, nonostante tutti gli strumenti messi in campo, conta ancora la maggioranza di edifici in stato vetustà. E' perciò strategico mantenere gli incentivi che hanno dimostrato efficacia, e il Piano Casa è sicuramente un buon esempio tra questi”, ha aggiunto Pavan.

A giudizio di CNA Costruzioni Veneto, come ribadito dal Responsabile regionale Fabio Fiorot, per rafforzare il bisogno improrogabile di riqualificare patrimonio edilizio, la nuova legge dovrebbe spingere con ancor più forza su questo tassello, prendendo in considerazione l'edificio nel suo complesso ai fini dell'applicazione delle premialità di cubatura previste dalla legge, in modo da subordinare qualsiasi ampliamento ad un'eventuale riqualificazione complessiva, laddove l'edificio esistente non rispetti determinati parametri di efficienza.

Altro tassello determinante che non può mancare in un piano che vuole incentivare in maniera stabile l'edilizia veneta è, secondo CNA Costruzioni Veneto, l'aspetto relativo alla sostenibilità ambientale. Anche in questo senso l'Europa ha tracciato la strada, sia in termini di azzeramento del consumo di suolo, sia in materia di acquisti verdi da parte della PA, e si attendono sviluppi anche per l'edilizia privata. L'Italia peraltro ha reso cogenti i criteri ambientali minimi per gli appalti, dimostrando grande impegno sulla sostenibilità ambientale. La Regione Veneto non è da meno, impegnata alacremente sia sul piano degli acquisti verdi con il piano triennale, sia sul consumo di suolo, con la legge appena varata.

“Il Piano casa crediamo debba seguire ed evidenziare gli impegni della Regione in materia ambientale, prevedendo forme di incentivazione agli interventi che soddisfino requisiti di sostenibilità. Questa ulteriore premialità a nostro avviso non deve essere vincolata necessariamente ad una o più certificazioni dell'edificio secondo i protocolli presenti sul mercato, che riteniamo comunque strumenti importanti da valorizzare tutti con pari dignità, ma possa essere concessa a anche a fronte del rispetto di un insieme di criteri ambientali minimi mutuabili con le opportune semplificazioni dai Cam appalti”, ha concluso Monica Pavan.