. ATTUAZIONE ANCORA LONTANA. IN DUE ANNI, AD APRILE 2018 VARATI SOLO 25 PROVVEDIMENTI SU 62

L'accelerazione delle ultime settimane impressa dal ministro delle Infrastrutture e dal presidente dell'ANAC per concludere l'iter dei tanti provvedimenti attuativi previsti dal codice appalti non può far dimenticare che la strada da percorrere resta ancora tanta. È questo è vero sia dal punto di vista numerico - visto che siamo a quota 25 provvedimenti attuativi su 62,  sia dal punto di vista qualitativo. Basti citare il caso della qualificazione delle stazioni appaltanti, di cui non si sa ancora nulla. E non è poca cosa: il "pacchetto" stazioni appaltanti include un paio di decreti della presidenza del Consiglio, un testo dell'ANAC  e un decreto MIT  sulla Semplificazione in tema di digitalizzazione.

“'Questo codice che si conferma inadeguato alle premesse di rivoluzionare il settore verso una maggiore trasparenza e maggiore accesso per le PMI; e se da una parte stupisce che dopo oltre due anni sia ancora in buona parte inattuato, a preoccupare CNA Costruzioni Veneto sono più le norme già in vigore, che non hanno premiato in alcun modo le PMI, con stazioni appaltanti poco o per nulla qualificate, che operano in maniera difforme l'una dall'altra, confermando l'inefficacia di una norma che si liquefa tra legge, linee guida Anac e sentenze. Mancate suddivisioni in lotti, mancati elenchi di operatori ancora da implementare, un'altra occasione mancata di rendere questo settore trasparente e a  misura di PMI”, dichiara Fabio Fiorot, Segretario regionale CNA Costruzioni Veneto.

 Si attende poi la pubblicazione del decreto sulla direzione lavori, pronto da settimane ma perso di vista. All'appello manca inoltre  il decreto sui livelli di progettazione.

Dall’ANAC – inoltre – si attendono vari documenti, tra cui i più importanti sono le  linee guida sugli affidamenti in house dei concessionari così come  le linee guida sull'offerta economicamente più vantaggiosa, appena vistata dal Consiglio di Stato nella versione post correttivo e valutata dallo stesso poco chiara e inadatta ad aiutare concretamente le SA a scegliere tra i due metodi di aggiudicazione. In attesa ancora le linee guida sui costi standard dei lavori pubblici e sui i prezzi di riferimento per i beni e servizi, così come il provvedimento sulle classifiche di qualificazione dei contraenti generali.

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