. L’INDUSTRIA DEL CINEMA ITALIANA HA BISOGNO DI UN TAX CREDIT PIU’ EFFICACE

Per il rilancio del settore cinematografico servono anche internazionalizzazione ed eliminazione delle posizioni dominanti nella distribuzi

Il tax credit per il cinema italiano è ormai una realtà che va tuttavia razionalizzata, migliorata ed implementata per essere in grado di rispondere al meglio alle esigenze delle imprese del settore che, per essere rilanciato ha anche bisogno di un aumento della capacità di internazionalizzazione dei produttori italiani e dell’eliminazione delle posizioni dominanti sul fronte della distribuzione nazionale.

Sono questi per CNA Cinema e Audiovisivo, i punti chiave per il rilancio dell'industria cinematografica italiana.

Secondo CNA, dopo i primi due anni di funzionamento del tax credit, la legge ha bisogno di una manutenzione straordinaria e probabilmente una revisione della ripartizione delle risorse, anche in attesa della valutazione di impatto esterna e del monitoraggio della Direzione Generale Cinema.

Alcuni problemi erano già evidenti alla sua nascita ed erano stati segnalati da molte associazioni di categoria, come l'esigua riserva delle risorse per i contributi selettivi, altri sono emersi man mano che la legge entrava a regime. Alcuni nodi invece non sono stati affrontati, come una definizione di produttore indipendente più idonea al mercato italiano. Si tratta di problematiche che è giunto il momento di affrontare e risolvere senza esitazioni per permettere alla legge di raggiungere appieno i suoi obiettivi in termini di merito, concorrenza e accesso al mercato.

“Gli strumenti finanziari a sostegno del mercato cinematografico sono essenziali ma a nostro avviso la creazione di fondi dedicati sul modello francese darebbe il vantaggio di avvicinare gli investitori al mondo del cinema ripartendo i rischi su più opere scelte dal fondo”, ha dichiarato Filippo Dalla Villa Presidente nazionale e regionale di CNA Comunicazione e Terziario avanzato, di cui fa parte il Raggruppamento di interesse CNA Cinema.

Il modello francese, infatti, nato da ormai 35 anni, è basato sulle Sofica, Società di finanziamento dell'industria cinematografica e audiovisiva, che raccolgono fondi esclusivamente per finanziare opere cinematografiche e audiovisive. Possono accedere sia i privati, che beneficiano di una deduzione fiscale fino al 40% dal reddito netto imponibile, sia le società di capitali che possono utilizzare un ammortamento vantaggioso. Le Sofica ricevono inoltre una parte dei ricavi per lo sfruttamento dell'opera. Negli anni sono diventate un anello insostituibile della filiera finanziaria del cinema d’Oltralpe.

CNA Cinema e Audiovisivo ritiene, quindi, che lo strumento legislativo vada rivisto e valorizzato perché è un meccanismo in grado di dare forza alle produzioni, in particolare a quelle indipendenti che sono i beneficiari primari dell’intervento organico della legge cinema.