. LE ESPORTAZIONI DI OREFICERIA E BIGIOTTERIA CRESCONO DEL 12%

In generale, il settore dell’oreficeria e bigiotteria italiano vede crescere le esportazioni del 12% in un contesto di domanda internazionale favorevole testimoniato anche dai dati del World Gold Council: la domanda mondiale ha registrato un incremento del 4% con oltre 2.135 tonnellate. In particolare, si segnala un andamento positivo di India (+11,5%) e Cina (+2,6%) che invece nel 2016 avevano contribuito alla significativa contrazione che aveva interessato la domanda mondiale.

Quanto ai singoli distretti, Valenza si posiziona in cima con incrementi che la collocano, per quanto riguarda la crescita in valore, al primo posto in Italia con un aumento di ben 524 milioni di euro tra il 2016 e il 2017. Inoltre, nel 2017 il distretto orafo piemontese è divenuto il distretto orafo italiano con il maggior valore esportato, ma se la cavano bene anche Arezzo e Vicenza. Preziosa magazine ha chiesto ai rappresentanti delle associazioni di categoria territoriali di commentare i singoli dati provinciali.

 

Anno straordinario per l’export del distretto Orafo di Valenza (+33,8%, pari ad un aumento di 524 milioni di euro).

Il distretto, le cui esportazioni hanno raggiunto il massimo storico di 2 miliardi e 73 milioni di euro, è divenuto il distretto orafo italiano con il maggior valore esportato: negli ultimi 15 anni, l’export è più che quintuplicato.

L’analisi di Intesa Sanpaolo reputa fondamentale il ruolo di Bulgari nella spinta verso l’estero – a fronte dell’avvio di produzione nel nuovo stabilimento valenzano della maison – mentre Svizzera (+206 milioni di euro) e Francia sono i mercati che sono cresciuti di più nel 2017. Un contributo significativo è arrivato anche da Stati Uniti (+40 milioni di euro), Hong Kong (+45,8 milioni di euro) e Regno Unito, che insieme a Spagna e Germania hanno assorbito l’87% delle esportazioni del distretto. In lieve calo le vendite verso gli Emirati Arabi Uniti (-4,4 milioni di euro).

Bene Arezzo, trainata da Hong Kong e Turchia

Anche Arezzo ha saputo difendere la propria posizione tra i distretti in crescita, collezionando un +5,5% (+99,6 milioni) superiore all’incremento medio della domanda mondiale. Secondo il Monitor dei Distretti della Toscana, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca CR Firenze, nonostante la dinamica non brillante della domanda espressa dagli Emirati Arabi (-5,1%) che rappresentano il primo mercato per l’Oreficeria del distretto toscana, le esportazioni di gioielleria e bigiotteria della provincia hanno ottenuto un incremento complessivo grazie al contributo di mercati come quello di Hong Kong (+21,6%) e la Turchia (+22,8%).

Le esportazioni verso gli Stati Uniti, a livello regionale rallentate nel quarto trimestre 2017 (-3,3%), sono invece cresciute per il gioiello aretino (+11 milioni; +7,7%). A seguire, tra i mercati di destinazione, Francia, Repubblica Dominicana, Panama e Libano. Proprio in termini di mercati di riferimento è significativo evidenziare l’evoluzione delladistanza media delle esportazioni dell’Oreficeria aretina: nel 2008 i chilometri medi percorsi dai beni del distretto erano pari a 4.500, mentre il corrispondente dato nel 2017 è aumentato di oltre 700 chilometri superando i 5.200 chilometri.

Gioiello vicentino in ripresa, Germania e Usa in testa

L’intero comparto vicentino della moda, fotografato dai Monitor di Intesa Sanpaolo, si presenta in ripresa nel 2017, anche grazie alla performance dell’Oreficeria di Vicenza, che come gli altri presenta 1,2 miliardi di euro di avanzo commerciale. Buono l’aumento delle esportazioni con un +3,2% (pari a +42,6 milioni id euro) dopo un 2016 deludente. Il 2017 invece si presenta in crescita, in particolare grazie all’accelerazione nel quarto trimestre 2017 (+ 4,4%). Un risultato dovuto al traino del mercato statunitense (+15,7%), tornato già l’anno precedente ad essere il principale mercato di sbocco (con una quota che torna su livelli elevati, simili a quelli precedenti la crisi del 2008-09).

Deludono, invece, i mercati asiatici: le esportazioni di Vicenza verso Hong Kong registrano, infatti, una nuova contrazione, dopo quella del 2016, a fronte dei significativi incrementi registrati dagli altri distretti orafi di Valenza e di Arezzo su questo mercato. Sono inoltre da segnalare le contrazioni delle vendite verso Giordania, Romania e Regno Unito. Mostrano i primi deboli segnali di recupero gli Emirati Arabi Uniti, e spicca, come per Arezzo, la crescita, in netta ripresa, del mercato turco che costituisce un importante player nel mondo del gioiello e un possibile ponte verso le destinazioni centro asiatiche. Bene anche l’export diretto verso Stati Uniti e Germania,rispettivamente secondo e primo mercato di riferimento dei distretti veneti: la domanda statunitense ha dato un nuovo impulso all’Oreficeria di Vicenza (+10,4%).

Il 2017 per il Tarì di Caserta, è stato un anno difficile per il gioiello con corallo e cammeo

Il distretto campano, storicamente consistente sia nel campo dell’oreficeria sia in quello, più specializzato, della realizzazione di gioielli con corallo e cammeo, rappresentato dalle aziende attive a Torre del Greco, in provincia di Napoli, non rientra però nella definizione tecnica di “distretto industriale”, pertanto, pur essendo considerato un polo produttivo a tutti gli effetti, non è contenuto all’interno dei Monitor di Intesa Sanpaolo