. VENEZIA NELLA TOP TEN DELLE CITTA’ ITALIANE DEL GELATO

Italia primo produttore europeo: un business da 2 miliardi e 40 mila addetti

Venezia tra le capitali del gelato, in un’Italia che si scopre superpotenza nel mercato europeo, con un business di 2 miliardi di euro e lavoro per 40 mila addetti.

Lo rileva un'indagine del Centro studi CNA in collaborazione con CNA Agroalimentare condotta tra gli iscritti alla Confederazione.

La classifica tra le città italiane è fonte di Camera di commercio di Milano, e vede Roma regina del gelato con 1400 attività e 4200 addetti. Venezia è tra le prime dieci sia per attività che per addetti.

Nel 2016, il nostro Paese ha, inoltre, per la prima volta ottenuto il primato produttivo continentale. E nel 2017 ha migliorato ulteriormente la sua performance. Complice una stagione calda più secca e più lunga della norma, che ha fatto esplodere i consumi, la produzione di gelato italiano è stimata in crescita del 10/12% dall’indagine CNA. Dietro l’Italia – rileva l’Eurostat, l’istituto statistico europeo – nell’ordine si erano piazzate Germania (515 mln) dove buona parte della produzione è comunque in capo a imprenditori italiani, Francia (454 mln), Spagna (301 mln) e Polonia (264 mln). Per rendere l’idea della performance, fino al 2010 il nostro Paese era quarto, alle spalle di Germania, Francia e Regno Unito. Poi per quattro anni è stato secondo e infine il primato, strappato ai produttori tedeschi appunto nel 2016.

La produzione italiana è per un terzo industriale, per due terzi artigianale. Il giro d’affari del gelato artigianale si situa, quindi, intorno al miliardo e mezzo con circa 30mila addetti. Quanto ai consumi, nel 2017 in Italia ogni adulto avrebbe mangiato tra i 6,5 e i sette chilogrammi di gelato. Un dato, però, sicuramente influenzato dai forti consumi di turisti stranieri.

“Il gelato è una delle eccellenze italiane e quello artigianale è l’eccellenza dell’eccellenza. Il nostro obiettivo è introdurre tutti gli elementi innovativi che anche in questo settore tecnologia e digitalizzazione stanno creando, senza snaturare la caratteristica principale del prodotto che è la qualità della materia prima, degli ingredienti, dei gusti, l’inventiva che può rendere ogni gelato un'esperienza sensoriale unica”, afferma Matteo Ribon, segretario regionale di CNA Agroalimentare Veneto.

La tendenza sempre più spiccata a un consumo sostenibile e salutista sta orientando anche la gelateria. A partire dagli ingredienti, naturali e bio, il trend coinvolge tutta la catena produttiva, cui si chiede un impatto ambientale sempre più basso, fino al packaging, che deve tendere al massimo della biodegradabilità. Si vanno sempre più diffondendo gelaterie a km0 con prodotti del territorio. Il Rapporto VeganOk rivela che l’offerta di gelati vegani quest’anno dovrebbe crescere del 28% sul 2017. Oltre la metà degli italiani si dichiara interessato a gelati privi di latte e derivati, gluten-free, ipocalorici. E si diffonde lo stecco che si può mangiare (di cioccolato, a esempio) anziché in legno o in plastica.

La tendenza dice che la prossima sarà l’estate del gelato 4.0 che coniuga alta qualità, tecnologia e (più che) un pizzico d’ingegno. Sostenibile e salutista. Raffinato ai fiori edibili e tradizionale con materie prime a denominazione garantita. Gastronomico e reso spumoso dal sifone.