. TAX FREE DAY: IL VENETO SOTTO LA MEDIA NAZIONALE, MA SI LAVORA PER IL FISCO FINO A LUGLIO INOLTRATO

I dati del Rapporto dell’Osservatorio CNA. In Veneto pressione fiscale un po’ più bassa che nel resto d’Italia

Gli artigiani veneti, Venezia a parte, lavorano un po’ meno di quelli delle altre regioni per soddisfare la pressione del fisco. Il Tax Free Day, che a livello nazionale è confermato al 10 agosto, infatti, nei capoluoghi di provincia veneti fluttua ben al di sotto della media italiana, fermandosi a luglio per cinque di essi.

Lo stesso vale per il Total Tax Rate, che misura la pressione fiscale sulle imprese, che a livello italiano è fissata al 61,2% un valore più alto di quello dei capoluoghi veneto, sempre esclusa Venezia.

Belluno si conferma la città meno tassata del Veneto, al quinto posto in Italia, con un Total Taxe Rate al 54,8% ed il Tax Free Day al 18 luglio.

Gli altri capoluoghi veneti (vedi tabella) sono piazzati al 12° posto Vicenza, al 16° Treviso, aòl 21° Padova, al 24° Rovigo, per scivolare al 64° per Verona e al 90° per Venezia, unica delle sette città ad essere al di sopra delle medie nazionali.

 

Prov

Ranking su 135

Total tax rate

Tax free day

Giorni per fisco

Giorni per azienda

ITALIA

 

61,2 %

10/08

223

142

BL

54,8 %

18/07

200

165

VI

12°

56,2 %

23/07

205

160

TV

16°

56,9 %

26/07

208

157

PD

21°

57,6 %

28/07

210

155

RO

24°

57,8 %

29/07

211

154

VR

64°

60,1 %

06/08

219

146

VE

90°

62,4 %

15/08

228

137

 

La classifica è stata stilata da “Comune che vai, fisco che trovi”, il Rapporto 2017 dell’Osservatorio permanente CNA sulla tassazione delle Pmi, giunto alla quarta edizione, che analizza l’andamento della tassazione sulle piccole imprese in 135 città italiane, tra i quali tutti i capoluoghi di provincia.

L’Osservatorio calcola il Total tax rate, Ttr, ovvero l’ammontare della tassazione sulle imprese, e individua il Tax free day (Tfd), il giorno della liberazione dalle tasse, la data cioè fino alla quale l’imprenditore deve lavorare – tutti gli anni – per produrre il reddito necessario ad assolvere gli obblighi fiscali e contributivi. A differenza di altri organismi, anche di autorevoli istituzioni internazionali, l’Osservatorio CNA basa la sua analisi sull’impresa tipo italiana, con un laboratorio e un negozio, ricavi per 431mila euro, un impiegato e quattro operai di personale, 50mila euro di reddito.

“Il peso del fisco si conferma elevato per le piccole imprese, e sapere che nella nostra regione i dati siano al di sotto della media nazionale rischia di essere una consolazione piuttosto magra. Serve una inversione di tendenza che CNA sollecita da tempo, perché con tasse alte, costo del denaro alto, costo del lavoro elevato, agganciare la ripresa diventa un esercizio davvero molto difficile” commenta Alessandro Conte, Presidente di CNA Veneto.

Ma se si allarga il confronto con quanto succede nelle capitali europee, calcolato dal Rapporto, anche la scarsa soddisfazione per la posizione delle città venete rispetto al resto d’Italia, svanisce. Infatti, Londra, è la più conveniente per le piccole imprese, con un Total tax rate del 32,5% e il Tax free day al 27 aprile. Varsavia segue con il 43,2% di Total tax rate e la liberazione fiscale al 5 giugno, tallonata da Madrid con il Total tax rate al 46,6% e il 18 giugno data da festeggiare. Berlino, assieme a Roma e Parigi, sono distanti, ben al di sopra della media italiana.  

Oltre che con una pressione fiscale troppo elevata, le imprese italiane devono anche fare  i conti con una iniqua distribuzione del carico, che si distingue in modo radicale secondo la natura del reddito e svantaggia le imprese, in particolare le piccole imprese personali.

A giudizio di CNA Veneto è’ arrivato il momento di intervenire sul sistema fiscale per raggiungere tre obiettivi di utilità generale, la riduzione della pressione fiscale garantendo, nel contempo, maggiore equità nel prelievo tra diversi redditi da lavoro, l’inversione sensibile della tendenza del trasferimento alle imprese degli oneri sui controlli e l’uso intelligente della leva fiscale per aumentare la domanda interna

Otto gli strumenti proposti da CNA per raggiungere in tempi rapidi e senza oneri aggiuntivi questi tre obiettivi:

-           Ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, utilizzano le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione;

-           Rendere l’Imu pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile dal reddito d’impresa;

-           Rivedere la tassazione Irpef delle imprese personali e degli autonomi, prevedendo delle riduzioni automatiche all’aumentare del reddito dichiarato rispetto al reddito ideale suggerito attraverso i nuovi Indicatori sintetici di affidabilità;

-           Trasformare le detrazioni relative a spese per lavori edili in crediti d’imposta cedibili agli intermediari finanziari;

-           Definire il concetto di insussistenza di autonoma organizzazione per non assoggettare i soggetti all’Irap e aumentare la franchigia Irap ad almeno 30mila euro;

-           Rivedere al più presto i criteri per l’attribuzione dei valori catastali degli immobili, al fine di allinearli periodicamente ai valori di mercato a invarianza di gettito;

-           Agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralità fiscale delle cessioni di azienda, al pari di quanto è previsto in caso di conferimenti:

-           Evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica, eliminando nel più breve tempo possibile tutti i regimi Iva del reverse change previsti attualmente, lo split payment, la ritenuta dell’8% sui bonifici relativi a spese per le quali sono riconosciute detrazioni fiscali.