. SOLIDARIETA’ VENETO, IL 2016 ANNO DEI RECORD

Presentati i dati del Fondo Pensione che ha CNA Veneto tra i fondatori

La miglior crescita degli ultimi 9 anni, il quinto anno consecutivo con rendimenti positivi, il risparmio gestito che supera il miliardo, il 7% del patrimonio destinato all’investimento a focus geografico, 5 nuovi Sportelli Informativi per un totale di 44 punti di contatto periodici nella regione, il più giovane iscritto di sempre a 9 giorni di vita, la nuova APP con oltre 5.330 download nell’anno.

Il 2016 è stato l’anno dei record per Solidarietà Veneto, il Fondo pensione che ha anche CNA Veneto tra i propri fondatori.

Ciliegina sulla torta, l’aggiudicazione del prestigioso “IPE Country Awards”, quale “Best Pension Fund in Italy”, nel corso della conferenza annuale dei fondi pensione di tutta Europa tenutasi a Berlino.

Anche se fino ad oggi le adesioni al fondo da parte di dipendenti di imprese artigiane sono in numero residuale rispetto al totale, si è registrato nel 2016 un cambio di rotta. Consapevoli dell'importanza del secondo pilastro della previdenza, in particolare per i più giovani, CNA Veneto e le altre le parti sociali hanno, infatti, sottoscritto accordi nell'artigianato per valorizzare e per diffondere la previdenza complementare negoziale nella platea dei dipendenti delle imprese artigiane. A settembre 2016 è stato raggiunto l'importante accordo interconfederale Veneto sull'apprendistato duale che prevede il versamento di una quota di adesione contrattuale al fondo negoziale del comparto artigiano su scelta dell'interessato pari a € 250. A luglio era stato sottoscritto il contratto regionale per le imprese della meccanica artigiana che prevede il versamento su esplicita e volontaria scelta del dipendente di elementi retributivi ai fondi negoziali dell'artigianato. A dicembre è stato sottoscritto il contratto regionale per le imprese del settore moda, occhialeria e pulitintolavanderie, con oltre 16.000 lavoratori, che prevede il versamento di una quota di adesione contrattuale a uno dei fondi negoziali dell'artigianato, su scelta del dipendente. Ci sono, infine, avanzate trattative per analoghi acccordi per il comparto artigiano chimica-gomma-plastica-vetro e per quello dell'alimentazione e panificazione che,  complessivamente, interessa circa 15.000 dipendenti.

Tornando al Fondo Solidarietà Veneto, alla chiusura dell’esercizio 2016, i lavoratori associati sono 51.340, l’incremento, pari al 4% rispetto all’anno procedente, è il migliore dal 2007, anno dell’entrata in vigore della Riforma Maroni e del “silenzio-assenso”.

Possono iscriversi a Solidarietà Veneto: i lavoratori dipendenti di tutti i settori dell'industria, della piccola industria e dell'artigianato, gli operai agricoli e florovivaisti, gli imprenditori artigiani e loro collaboratori familiari, i lavoratori atipici, i lavoratori interinali, i liberi professionisti senza cassa previdenziale, i coltivatori diretti e i familiari a carico degli iscritti.

La distribuzione per provincia, pur in linea con il 2015, presenta alcuni spunti molto interessanti.  Innanzitutto Vicenza si rafforza quale prima provincia in Veneto per numero di lavoratori associati al Fondo, superando le 15.000 unità.

Altro aspetto interessante è l’omogeneità della crescita: in ciascuna provincia il numero di aderenti cresce, frutto anche della presenza capillare del Fondo con 44 Sportelli Informativi su tutte le province.

Analizzando i dati in modo più approfondito, sono due i territori da cui sono emersi i più forti segnali di crescita: le province di Belluno, sia in termini assoluti che relativi, e Verona.

Cresce più della media il settore metalmeccanico, che supera il 37% degli aderenti, confermandosi quale categoria merceologica più rilevante in Solidarietà Veneto. Ci si aspetta, da quest’ambito, un ancor maggiore sviluppo per il 2017 anche alla luce del recente rinnovo del contratto di lavoro, che ha incrementato la contribuzione destinata alla previdenza complementare: un ottimo vantaggio per chi sceglie i Fondi contrattuali.

Gli altri settori più rilevanti, per numero di iscritti, sono moda-tessile-occhialeria con il 14% e costruzioni-legno con l’11%.

Cresce anche il raggruppamento “altro”, che pesa circa il 20% del totale degli iscritti, per un Fondo sempre più “multicategoriale”. L’ambito è infatti molto variegato, potendo contare al suo interno lavoratori degli altri settori produttivi non citati (es. conciario, turismo, operai agricoli, forestali, ecc), i lavoratori che hanno deciso di mantenere la posizione attiva presso il fondo, nonostante abbiano raggiunto il pensionamento o siano in una momentanea fase di sospensione del rapporto di lavoro, a dimostrazione della forte fidelizzazione tra il fondo pensione regionale e i propri associati, gli iscritti provenienti dal mondo del lavoro autonomo (imprenditori artigiani, liberi professionisti senza cassa previdenziale, co.co.pro. ecc) o i lavoratori interinali. La dinamica più interessante da rilevare, per quanto riguarda la distribuzione per settore, è senza dubbio quella registrata dall’ambito più particolare, quello dei familiari a carico degli iscritti: +26% rispetto al 2015.

Si rafforza, dunque, la presenza della previdenza complementare anche nelle famiglie, primo passo per l’avvio di una nuova cultura previdenziale e, più in generale, un ritorno al valore del risparmio. In questo senso, il 2016 ha fatto registrare un’esperienza molto significativa; è quella del piccolo Francesco, iscritto a Solidarietà Veneto, dopo 9 giorni dalla nascita, dal papà Alessandro.

Una scelta quanto mai lungimirante, che il papà commenta così: «Dopo la registrazione all’anagrafe e dal pediatra è stato praticamente automatico pensare al futuro di Francesco. È una scelta che ho condiviso con mia moglie, anche lei iscritta, a cui speriamo di riuscire a dare un contributo costante ogni anno che permetta di creare un discreto capitale. Penso al fondo come ad una forma di accantonamento di capitale sostitutivo del vecchio libretto di risparmio».

L’età media, 44,3 anni, supera di poco i 44 registrati lo scorso anno. Si rileva come l’ingresso nel fondo pensione di lavoratori giovani compensi quasi del tutto il fisiologico innalzamento dell’età media da un anno all’altro; un fattore che sussiste anche per effetto della consistente quota di pensionati che decidono di mantenere l’adesione al Fondo per beneficiare dei vantaggi fiscali e finanziari che lo strumento offre, specialmente con riferimento alla gestione garantita (Comparto garantito tfr).

Le lavoratrici associate a Solidarietà Veneto sono il 33%, mentre i lavoratori rappresentano il 67% del totale. Una situazione sostanzialmente identica in tutte le province, ad eccezione di Belluno, dove le donne iscritte sono la maggioranza.

Le aziende associate sono 6.319, in crescita del 5% rispetto al dato di fine 2015. Circa il 62% opera nel settore industriale, il 29% nel settore artigianato e il 4% fa riferimento alla “piccola industria”.

Nel complesso la distribuzione settoriale, vede al primo posto il metalmeccanico con il 48%, seguito dal legno-costruzioni e dal moda-tessile-occhialeria, entrambi all’11%.

Il 2016 è il quinto anno consecutivo in cui tutti i comparti registrano rendimenti positivi. Una persistenza che, dall’introduzione della gestione finanziaria (2001), non si era mai realizzata.

Il fenomeno, certamente positivo per gli associati al Fondo, non si può definire del tutto ordinario; è frutto di un percorso di crescita finanziaria abbondante, tra le cui origini vanno evidenziate soprattutto le politiche espansive “post crisi” delle banche centrali. Un passato ottimale che però non deve trarre in inganno: per il futuro l’attenzione dell’investitore dovrà restare elevata. I rischi geo-politici suggeriscono al risparmiatore di monitorare il proprio investimento con costanza, avvalendosi della consulenza del Fondo, in questo senso sempre a disposizione.

Dopo un anno particolarmente movimentato, come è stato il 2016 (Brexit, elezioni USA, referendum italiano su tutti), e alla vigilia di un ulteriore periodo nel quale è ipotizzabile che vi sia forte volatilità, diventa importante non farsi trascinare da valutazioni di breve temine. I risultati, pur buoni, degli ultimi 3-5 anni costituiscono un ottimo bilancio di fine periodo ma, per il futuro, occorre mantenere una la logica di lungo periodo (pianificazione). Il patrimonio gestito da Solidarietà Veneto nel 2016 ha superato la soglia del miliardo di Euro; per esattezza, al 31 dicembre 2016, è pari 1.059.072.782 di euro (+11% rispetto agli 954 milioni di fine 2015). Nel decennio 2006 – 2016 il patrimonio del Fondo è addirittura decuplicato: alla fine del 2006, infatti, superava di poco i 100 milioni. Una progressione continua che rende bene il percorso maturato in questi anni.

Il saldo della gestione previdenziale 2016 è positivo per circa 87 milioni di euro. La dinamica previdenziale, nel dettaglio, presenta contribuzioni al Fondo che hanno superato i 134 milioni di euro, valore massimo mai registrato nei 27 anni di storia del Fondo e in forte crescita rispetto al 2016. Riguardo alle erogazioni, il Fondo ha liquidato ai lavoratori una somma complessiva che supera i 47 milioni di euro, leggermente inferiore a quella registrata nel 2016.

Nell’ambito del patrimonio, si sottolinea che Solidarietà Veneto, attraverso le scelte intraprese negli ultimi anni, investe nel “sistema paese” circa 80.000.000 di euro, oltre il 7% del patrimonio (oltre alla quota destinata ai titoli di Stato italiani), ponendosi in linea con gli investitori istituzionali degli altri paesi europei.

Tale investimento produrrà i suoi effetti non solo nel breve periodo: l’investimento in “economia reale” (prevalentemente orientato al Veneto, territorio in cui opera Solidarietà Veneto) è divenuto ormai una componente strategica dell’asset allocation del Fondo da qui ai prossimi anni.

A tale fine, il Fondo Pensione ha già selezionato 3 fondi di private equity (Fondo Sviluppo PMI, Assietta Private Equity III e Alcedo IV) per un impegno pari a circa 25.000.000 di euro; inoltre è in corso l’analisi di un quarto progetto che potrebbe portare l’investimento complessivo a superare i 30.000.000 di euro.

Questa scelta di asset allocation, ancora unica nel panorama italiano dei fondi pensione negoziali, è stata uno degli elementi che permesso a Solidarietà Veneto di ottenere il titolo come “miglior fondo pensione italiano 2016”.