. PIU’ ARTIGIANATO NEL FONDO SOLIDARIETA’ VENETO

Solidarietà Veneto si conferma come Fondo pensione largamente più diffuso in regione.

Sono oltre 20.000 le nuove adesioni del 2017, fra cui i 16.000 lavoratori dipendenti dell’artigianato che possono finalmente avviare un percorso previdenziale, grazie alla cosiddetta “adesione contrattuale”. Anche il numero delle adesioni “ordinarie” è molto elevato e supera di gran lunga i risultati degli ultimi anni: 4.000 nuovi associati che danno il via alla “carica dei trentenni”, visto che l’età media di adesione si attesta attorno a tali valori. Si conferma anche la particolare sensibilità dei Veneti in chiave prospettica: crescono infatti del 22% gli associati ascrivibili all’ ambito dei “Soggetti fiscalmente a carico” Sono i figli dei lavoratori già iscritti: un contesto nel quale l’età media degli iscritti (1.682) è di 15 anni e mezzo. Complessivamente è superata la soglia dei 70.000 associati: Solidarietà Veneto si conferma come Fondo pensione largamente più diffuso in regione.

Una maggiore consapevolezza rispetto alla necessità di progettare la futura pensione; l’attivazione della “RITA” e la parallela azione sinergica delle Parti sociali, consentono a Solidarietà Veneto di superare abbondantemente, nell’anno appena concluso, i già positivi risultati del 2016, l’“anno dei record”.

I dati sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa, cui ha partecipato Alessandro Conte, Presidente di CNA Veneto, Parte Istitutiva del Fondo (terzo da sinistra nella foto).

Riscuote consensi la R.I.T.A. (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), che permette di accedere alle pensioni erogate dal Fondo prima di aver maturato i requisiti INPS. Andare in pensione senza avere 70 anni non è più un sogno; è la “flessibilità in uscita”, un argomento sul quale i cittadini vogliono confrontarsi: si spiegano così le oltre 3.000 presenze ai 46 sportelli InfoFuturo distribuiti in tutta la regione. “La crescente dimensione del risparmio che le famiglie venete dedicano alla previdenza complementare, - spiega il Vicepresidente Andrea Bolla - impone un servizio adeguato. È questo che chiedono gli associati: prima ancora che rendimenti o costi bassi. Possiamo da questo punto di vista contare su di una struttura efficace e di comprovata esperienza. Di ciò dobbiamo ringraziare chi ci hanno preceduto e, in particolare, il Consiglio d’amministrazione che fino alla fine di ottobre, sotto la Presidenza di Andrea Tomat, ci ha lasciato da gestire un Fondo pensione in perfetta forma.”

Il patrimonio gestito raggiunge quota 1,2 miliardi, in un anno in cui la “notizia” è la stabilità dei mercati finanziari. “Non si ha memoria di periodi così lunghi di “calma piatta”, anche per quanto riguarda il comparto Dinamico, nel quale la volatilità è una consuetudine”, spiega il Direttore Paolo Stefan , e prosegue: “si osserva, ormai da mesi, un progressivo calo della percezione del rischio, anche da parte del piccolo risparmiatore prossimo alla pensione: un elemento preoccupante, soprattutto quando si parla di investimento previdenziale”. Per questo il Fondo prosegue la gestione in un mix equilibrato che punta alla protezione dell’investimento. Così, se da un lato vi è forte attrazione per le performance del Comparto Dinamico, da anni al top dell’offerta, dall’altro è molto apprezzata la presenza del Comparto “Garantito TFR”, che offre un minimo garantito pari alla rivalutazione netta del TFR. “Un valore aggiunto – commenta Stefan - che difficilmente si trova sul mercato, se non forse a costi molto più elevati.” Nell’investimento cresce gradualmente la quota di investimenti dedicati all’economia reale.

Il 2017 è stato anche l’anno della legge regionale sul “welfare territoriale” che ora, a valle del referendum sull’autonomia, è diventata materia di trattativa con lo Stato. Condividiamo la visione della Regione – spiega il Presidente del Fondo Franco Lorenzonperché crediamo sia necessario far evolvere l’attuale modello di “welfare integrativo” verso un modello di “welfare integrato” nel territorio, in cui il cittadino usufruisca di strumenti fra di loro coordinati ed integrati, generando efficacia ed efficienza”.

Lorenzon offre altresì uno spunto di prospettiva: “Solidarietà Veneto conferma il proprio impegno ad accompagnare e sostenere tutti gli associati del Fondo, in particolare gli iscritti “contrattuali” del comparto artigiano che, di fronte al cambiamento, hanno deciso di mettersi in discussione, piuttosto che rimanere fermi nel ricordo del passato. Solidarietà Veneto si colloca in questo processo di cambiamento, e vuole starci dentro a prescindere dalle tardive, superficiali e impraticabili promesse, che si ripetono in occasione degli appuntamenti elettorali. La vera sfida del futuro è quella di riscrivere concretamente il modo e le forme con cui una società riesce a “stare assieme”, ricostruendo i legami sociali in una visione solidaristica di lungo respiro; una società capace di essere, appunto, previdente.

GLI ISCRITTI

Il Fondo supera la soglia dei 70.000 associati con un aumento complessivo del 37%, che va ricondotto in primis alle circa 16.000 adesioni contrattuali nell’artigianato. Notevole pure la crescita delle adesioni “piene” (+5%): è l’incremento più rilevante dal 2008 ad oggi. L’età media dei nuovi iscritti è di 37 anni: segno che tra i lavoratori più giovani la previdenza complementare incomincia a divenire elemento imprescindibile nelle scelte lavorative e di risparmio.

Ricordiamo che possono accedere a Solidarietà Veneto i lavoratori dipendenti di tutti i settori dell'industria, della piccola industria e dell'artigianato, gli operai agricoli e florovivaisti, gli imprenditori artigiani e loro collaboratori familiari, i lavoratori atipici, i lavoratori interinali, i liberi professionisti senza cassa previdenziale, i coltivatori diretti e i familiari a carico degli iscritti.

ARTIGIANATO: GLI "ADERENTI CONTRATTUALI"

Nell’ultimo anno, nell’ambito dell’Artigianato, l’istituto dell’adesione contrattuale è stato introdotto in numerosi accordi territoriali, con una peculiarità, ovvero la possibilità di scegliere, da parte del lavoratore, se destinare il cd. "contributo contrattuale” al fondo negoziale (territoriale o nazionale) più adatto alle sue esigenze.

Il dispositivo prevede il versamento al Fondo, per il tramite dell’EBAV (Ente Bilaterale Artigianato Veneto), di un contributo che determina l'adesione alla previdenza complementare per tutti dipendenti interessati. La novità interessa i lavoratori dipendenti di settori quali la moda, le calzature, l'alimentare, il metalmeccanico, la chimica, la gomma e, trasversalmente a tutto il settore dell’artigianato, gli apprendisti.

Al 31/12/2017 Solidarietà Veneto conta 16.141 nuovi aderenti contrattuali, riconducibili per il 52% del totale al settore tessile, a seguire il settore alimentare (22%). Per tutti questi lavoratori, ed in ottemperanza alle indicazioni della Covip, Solidarietà Veneto e le Parti Istitutive del Fondo sono al lavoro per attivare una capillare rete informativa presso la quale ciascuno potrà ricevere gratuitamente la necessaria consulenza.

DISTRIBUZIONE PER PROVINCIA

La distribuzione per provincia, anche con l’accesso dei 16.000 aderenti “contrattuali”, rimane in linea con gli anni precedenti. Capofila si riconferma Vicenza, con 19.715 associati al Fondo.

Altro aspetto interessante è l’omogeneità della crescita: in ciascuna provincia il numero di aderenti cresce, seppur con dimensione differente. Analizzando i dati in modo più approfondito, si può rilevare lo straordinario incremento delle nuove adesioni nella provincia di Verona (+136% rispetto all’anno precedente): è l’effetto dello sforzo informativo implementato dal Fondo, anche attraverso i 4 nuovi sportelli InfoFuturo attivati nella provincia scaligera.

RITA 2.0. - LA NUOVA FLESSIBILITA' IN USCITA

Ad un anno dalla sua apparizione (legge bilancio 2017), il legislatore interviene sull’erogazione temporanea e frazionata del capitale finale, meglio nota come “RITA” (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata). Si chiude così il periodo di sperimentazione e, dal 1° gennaio 2018, l’art. 11 del D.Lgs 252/05, oltre alle prestazioni previdenziali e le anticipazioni, disciplina anche questa nuova, vantaggiosa, forma di erogazione. Per richiedere la RITA:
  • basterà aver cessato l’attività lavorativa e possedere almeno 20 anni di contributi al regime pubblico di appartenenza. Non sarà più richiesto il possesso dei requisiti per l’APE volontaria;
  • occorrerà avere almeno 61 anni e 7 mesi (contro i 63 anni previsti in precedenza - ulteriore miglioramento introdotto dalla legge), ossia raggiungere, entro i 5 anni successivi, l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi).

La nuova norma disciplina anche la cosiddetta “prestazione anticipata”: chi fosse inoccupato per più di 24 mesi, e che nei 10 anni successivi raggiungesse l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia, potrà chiedere la “rendita temporanea”: una seconda forma di “RITA”, che verrebbe erogata dai 56 anni e 7 mesi di età, dopo i 2 anni di inoccupazione.

I requisiti andranno naturalmente agganciati ad eventuali variazioni dell’età necessaria per richiedere la pensione di vecchiaia (67 anni dal 2019).

La Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) emanerà probabilmente entro fine gennaio delle disposizioni interpretative della nuova norma, a valle delle quali i Fondi pensione adegueranno i loro statuti e le loro procedure.

LE AZIENDE

Eccezionale pure l’incremento delle aziende associate (+47,65% rispetto a fine 2016): al netto delle registrazioni derivanti dalle cd. “adesioni contrattuali”, il dato si attesta a + 7% in netto incremento rispetto all’anno precedente.

Nel complesso la distribuzione settoriale, vede al primo posto il METALMECCANICO con il 29%, seguito dal LEGNO-COSTRUZIONI (24%) e dall’ALIMENTARE (9%).

GLI INVESTIMENTI

Il 2017 è il sesto anno consecutivo in cui tutti i comparti registrano rendimenti positivi. Un periodo caratterizzato da un quadro finanziario di bassa volatilità e da una persistente situazione di tassi bassi, durante il quale è emersa la capacità della gestione di sovraperformare il benchmark di riferimento. Fra i risultati spicca quello del Dinamico, che con il +5,42% netto registrato nel 2017 si conferma al top dell’offerta. Ugualmente interessante il risultato del Garantito TFR, dove va evidenziato il rendimento minimo garantito su cui possono contare gli aderenti più cauti.

Procede, nell’ambito della gestione, il piano di investimenti nell’economia reale sviluppato in questi 5 anni da Solidarietà Veneto. Il progetto si dispiega in una duplice direzione: da una parte il mandato a “focus geografico” affidato a Finanziaria Internazionale, nell’ambito del quale sono stati investiti circa 50 milioni di euro nelle aziende del territorio, tipicamente tramite la sottoscrizione dei “minibond” emessi da tali società; dall’altro, Solidarietà Veneto, proprio nel 2017, ha portato a termine la sottoscrizione del quarto impegno ad investire in fondi di private equity. Sale così a 33 milioni di euro l’investimento in capitale, finalizzato allo sviluppo delle migliori aziende del nostro territorio.

RENDIMENTI NETTI 2017

 

 

RENDIMENTI NETTI ULTIMI 5 E 10 ANNI

Diversamente dal 2016, la volatilità dei mercati è stata molto contenuta nel corso dell’anno. In un contesto sostanzialmente piatto, è fondamentale non farsi trascinare da valutazioni di breve temine.

Molti risparmiatori, in tale scenario, manifestano una propensione ad innalzare, in maniera non sempre razionale, la propria propensione al rischio, trascinati dalle performance dei prodotti più aggressivi.

Più opportuno osservare i risultati del Fondo nel medio lungo periodo che sono particolarmente positivi.

I risultati sui 3 5 e 10 anni sono molto buoni; va comunque sottolineata la necessità di essere coerenti nell’investimento, prestando attenzione alla capacità di risparmio, all’orizzonte temporale e alla personale capacità di tollerare la volatilità dei mercati.

IL PATRIMONIO GESTITO

Il patrimonio gestito da Solidarietà Veneto al 31 dicembre 2017, è pari 1.176.658.763 di euro (+11% rispetto alla fine del 2016). La forte crescita (circa 118 milioni) e riconducibile alla gestione finanziaria e a quella previdenziale.

Il saldo della gestione previdenziale 2017 è positivo per circa 98 milioni di euro, con contribuzioni superiori ai 152 milioni di euro, valore massimo registrato nei 28 anni di storia del Fondo e in forte crescita rispetto al 2016. Riguardo alle erogazioni, il Fondo ha liquidato ai lavoratori una somma complessiva che supera i 54 milioni di euro, anch’essa in crescita rispetto al 2016.

Un quadro di robustezza costruito con la prudenza, passo dopo passo fin dal 30 gennaio 1990, esattamente 28 anni fa oggi.