. NUOVO PIANO CASA: BENE UNA NORMA STABILE, MA PIU’ RISORSE PER LA RIGENERAZIONE

Cna Veneto presente all’audizione delle categorie in Regione

In occasione della recente audizione in Regione sul Progetto di legge n.402, il nuovo piano casa, CNA Veneto ha espresso piena condivisione dell’intento di rendere la norma stabile, mossa determinante per non spegnere l'importante volano alimentato fino ad oggi dal Piano casa.

Gli impegni europei di sostanziale azzeramento delle emissioni al 2050 impongono un'agenda serrata di rigenerazione del patrimonio edilizio, che a tutt'oggi, nonostante tutti gli strumenti messi in campo, è ancora per la maggior parte in stato di vetustà.

E' perciò strategico mantenere gli incentivi che hanno dimostrato efficacia, e il Piano Casa è sicuramente un buon esempio tra questi. E’ necessario fare di più, superando la transitorietà della norma, che nonostante il pregio del cosiddetto ‘effetto scadenza’, non corrisponde ad un sentito bisogno di stabilità  della legislazione urbanistica per una programmazione razionale di cittadini ed  imprese.

“Condividiamo inoltre l’impianto della legge, che oculatamente scinde il corpo normativo dall’individuazione delle percentuali di premialità poste nell’allegato A, così da rendere quest’ultimo più agevolmente aggiornabile secondo l’evoluzione del settore e del quadro normativo europeo e nazionale di riferimento, permettendo alla norma di attualizzarsi efficacemente”, ha dichiarato la Presidente Regionale CNA Costruzioni, Monica Pavan.

Altro tassello apprezzato da CNA Veneto l’inserimento nella nuova versione della norma del principio della sostenibilità ambientale degli interventi.

Anche in questo senso l'Europa ha tracciato la strada, sia in termini di azzeramento del consumo di suolo, sia in materia di acquisti verdi da parte della PA, e si attendono sviluppi anche per l'edilizia privata. L'Italia peraltro ha reso cogenti i criteri ambientali minimi per gli appalti, dimostrando grande impegno sulla sostenibilità ambientale.

“La Regione Veneto non è da meno, impegnata alacremente sia sul piano degli acquisti verdi con il piano triennale, sia sul consumo di suolo con la legge appena varata, ed ora con il presente disegno di legge”, ha commentato Monica Pavan.

In merito alle premialità relative alla sostenibilità, Cna Veneto ha suggerito un aumento della percentuale relativa all’impiego di materiali di recupero almeno al 10%. E’ infatti necessario spingere con più convinzione sul riciclo dei materiali da costruzione, tassello fondamentale per l’economia circolare e per il futuro dell’ambiente, aspetto che sconta difficolta normative e burocratiche non indifferenti, su cui riteniamo strategico insistere sensibilizzando cittadini ed imprese nonché le istituzioni tutte.

Altro tema centrale e potenzialmente critico della norma a giudizio di CNA Veneto è quello relativo ai crediti edilizi. Un’opportunità che, visti i riscontri negativi sull’attuazione della disciplina attualmente in vigore, deve essere attentamente monitorata per garantire una piena attuazione e tempi certi che devono essere peraltro perseguiti con decisione nell’intero redigendo quadro normativo, per evitare che vi sia uno stallo tra il piano casa ancora in vigore e il nuovo strumento, con effetti potenzialmente devastanti per l’economia del settore.

Cna Veneto richiede una nomenclatura univoca nelle varie definizioni, ancor più necessaria nell’ambito in questione, dove si incrociano provvedimenti diversi la cui armonizzazione e interpretazione deve essere quantomai chiara e trasparente.

“Siamo più che convinti, e lo abbiamo ribadito in audizione, della necessità di destinare importanti risorse al Fondo di rotazione per la rigenerazione urbana e demolizione previsto dall’articolo 10 della legge n.14/2017, tassello fondamentale per incentivare la riqualificazione del tessuto urbano e consentire anche al presente disegno di legge di spiegare concretamente le sue potenzialità”, ha commentato il Responsabile regionale di CNA Costrizioni Fabio Fiorot.