. NEL 2017 TASSO DI OCCUPAZIONE IN VENETO A LIVELLI PRE CRISI DEL 2008

Indagine del Centro Studi CNA. Venezia la provincia che ha recuperato di più in Italia

Anche in buona parte del Veneto nel 2017 l’occupazione è tornata quasi ai livelli del 2008. Le province di Venezia e Belluno hanno registrato le performance migliori, assieme ai territori pedemontani delle altre province, che seguono a ruota. Cinque province venete sono tra le trentasei su centosette italiane che hanno recuperato i livelli occupazionali pre-crisi.

 

Lo rileva un’analisi sul mercato del lavoro in Italia svolta dal Centro Studi di CNA.

 

Anche il tasso di occupazione (ovvero l’occupazione in rapporto alla popolazione) è cresciuto negli ultimi quattro anni attestandosi alla fine dello scorso anno su una media nazionale del 58%, il livello più alto degli ultimi dieci anni.

 

Tutte le province venete sono al di sopra della media nazionale e solo Vicenza e Rovigo hanno subito una diminuzione nel 2017 rispetto al 2016.

 

 

TASSO OCCUPAZIONE

PROVINCIA

TASSO OCCUP

VARIAZIONE 2017/2016

BELLUNO

69,2

+ 0,3 %

VENEZIA

67,4

+ 3,4 %

TREVISO

67,3

+ 1,7 %

VERONA

66,1

+ 0,7 %

PADOVA

65,6

+ 2,3 %

VICENZA

64,2

- 0,6 %

ROVIGO

62,1

- 1,1 %

ITALIA

58,0

+ 0,7 %

 

 

 

La provincia italiana che oggi può vantare il recupero della base occupazionale più marcato è Venezia dove il tasso di occupazione è passato dal 63,4% del 2008 al 67,4% del 2017.

 

“I dati diffusi dal Centro Studi di CNA sono l’ulteriore dimostrazione che il Veneto, con il Nordest, è ancora la locomotiva italiana che può trainare l’economia del Paese, anche pe l’occupazione. La crisi ha dato uno scossone all’intero sistema produttivo regionale ed ha fatto perdere molte aziende e posti di lavoro. E’ stato, però, fatto uno sforzo per dare a chi ha resistito nuovi strumenti per competere, con l’innovazione e la digitalizzazione, sui mercati e questi sono i risultati positivi. La piccola impresa come emerge crea lavoro e chi oggi c’è è più forte di prima e può continuare a creare sviluppo”,  commenta Matteo Ribon, Vicesegretario di CNA Veneto.

 

La crescita dell’occupazione registrata dal 2013, infatti, non è stata in grado di ridurre il gap occupazionale tra Nord e Sud, che al contrario si è ampliato e se nelle province del Centro-Nord sono occupate in media oltre sei persone su dieci, in quelle del Mezzogiorno poco più di quattro su dieci.

 

Il recupero dei posti di lavoro, infatti, non ha riguardato tutti i territori. Rispetto al 2016 il tasso di occupazione è aumentato in due terzi delle province italiane e l’aumento del tasso di occupazione è risultato più accentuato nel Centro-Nord, le cui province hanno tassi superiori alla media nazionale.

 

Inoltre, nei territori settentrionali la distanza che separa l’occupazione maschile da quella femminile risulta più contenuta che nel Mezzogiorno. A livello nazionale, il tasso di occupazione maschile (67,1%) supera di circa diciotto punti quello femminile (48,9%). Di norma, i territori del Centro-Nord, con i tassi di occupazione più alti, sono caratterizzati anche da squilibri di genere più contenuti.

 

Da questo punto di vista, nelle province venete, pur essendo superiore alla media nazionale l’occupazione femminile, il divario con quella maschile risulta sotto la media a Padova, Vicenza e Rovigo.

 

TASSO OCCUPAZIONE MASCHILE E FEMMINILE

PROVINCIA

UOMINI

DONNE

DIFFERENZA

BELLUNO

75,2

63,2

12,0

VERONA

73,9

58,3

15,6

VENEZIA

75,5

59,5

15,9

TREVISO

76,4

58,2

18,2

PADOVA

75,3

55,9

19,5

VICENZA

73,8

54,3

19,5

ROVIGO

73,2

51,0

22,2

ITALIA

62,1

48,9

18,2

 

 

Il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro italiano si riflette anche nelle statistiche riguardanti la disoccupazione.

 

Nel 2017, infatti, il tasso di disoccupazione, ovvero il numero di persone in cerca di occupazione in rapporto alle forze di lavoro, è diminuito per il terzo anno consecutivo attestandosi all’11,2%. Lo scorso anno, per la prima volta dal 2007, la diminuzione della disoccupazione ha accomunato tutte le ripartizioni geografiche.

 

Le aree del Centro-Nord, che presentano i tassi di disoccupazione più bassi, sono quelle in cui rispetto al 2016 la quota di persone in cerca di occupazione è diminuita in maniera più evidente.

 

Il tasso di disoccupazione è infatti diminuito di 0,7 punti al Nord, dove esso risulta pari al 6,9%, di 0,4 punti al Centro, dove si attesta al 10,0%, e appena di 0,2 punti nel Mezzogiorno dove raggiunge il 19,4%.

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