. L'EDILIZIA NON SI RASSEGNA ALLO "ZERO VIRGOLA"

Costruzioni in Veneto: fatturato stabile (+0,2%) nel 2015, previsioni rosee solo per le ristrutturazioni

Senza vento una barca non affonda ma non va da nessuna parte. L’edilizia in questo momento è in bonaccia. Galleggia semplicemente aspettando che ripartano gli investimenti veri. Siamo immersi nell’economia dello “zero virgola”, ma gli imprenditori adesso “ci credono”. I sentiment per il 2016 degli edili veneti risulta essere infatti migliore dei loro colleghi del manifatturiero e del commercio. Ciò non è però conseguenza di una dinamica tumultuosa: il 2015 è stato un anno di assestamento con un +0,2% di crescita del fatturato complessivo –senza grossi scossoni nel corso dei 4 trimestri. Ma arriva a dar sollievo dopo un periodo terribile. Dal 2008 le imprese venete del settore sono calate dell’12% (-7.300 artigiane e -1.500 non artigiane), l’occupazione dipendente addirittura del -27,8%, che significa in termini reali 30.500 posti di lavoro in meno ed il fatturato si è ridotto di un quarto, -4 miliardi passato da 16 ai 12 miliardi a causa soprattutto del calo delle nuove costruzioni (i permessi a costruire si sono ridotti dell’80%).

L’ottimismo è ulteriormente suffragato dall’ultimo scorcio dell’anno che fa segnare un +0,4% per le imprese non artigiane, mentre quelle artigiane presentano un giro d’affari stabile. Restano al palo i mercati nuovo residenziale, non residenziali e quello delle opere pubbliche, mentre ha grosse potenzialità quello del rinnovo e dell’efficientamento energetico. D'altronde oggi oltre il 56% del patrimonio edilizio veneto (250mila abitazioni e 135mila condomini) ha oltre 40 anni ed è praticamente privo di certificazione energetica. Con una metafora automobilistica viviamo in case “euro 0”. Questi in estrema sintesi i dati che emergono dall’indagine VenetoCongiuntura l’analisi congiunturale del quarto trimestre 2015 sul settore delle costruzioni, promossa congiuntamente da Edilcassa Veneto e Unioncamere Veneto, effettuata su un campione di 600 imprese con almeno un dipendente