. LA CNA BERICA GUARDA A VERONA PUNTANDO ALL'"AREA VASTA"

All’Assemblea 2019 presentato aumento numero di soci e bilancio. Nuove sedi a Schio dopo Thiene e Valdagno

Un approccio associativo "di area vasta", che superi i confini amministrativi dei singoli territori per una moderna rappresentanza in grado di seguire le nuove linee di continuità imprenditoriale. È una CNA Vicenza che pensa in grande, anche dal punto di vista geografico, quella presentata ai soci in occasione dell'assemblea annuale 2019. Per il secondo anno consecutivo è stato il quattrocentesco Castello Colleoni di Thiene a fare da cornice all'appuntamento, in un contesto tutto dedicato alle dinamiche del fare impresa sostenibile. L'assemblea, accompagnata da un dibattito sul futuro della rappresentanza con protagonisti il sociologo Aldo Bonomi e il giornalista Antonio Calabrò , si è infatti inserita tra gli appuntamenti del Make in Italy Festival , l'evento sull'impresa di nuova generazione organizzato proprio da CNA Vicenza nel centro della città, con l'Alto Vicentino capitale per tre giorni della grande innovazione imprenditoriale italiana.

Numeri ancora più che positivi per l'associazione: a due anni dalla conclusione del quadriennio di consolidamento (2013-2017), CNA Vicenza arriva al 2019 più solida registrando un tasso medio annuo di crescita nel numero di associati del 6,36% dal 2016, unica in territorio positivo nel triennio tra i competitor provinciali. Tali risultati si confermano addirittura oltre le migliori previsioni inserite nel Piano strategico Avantgarde 2021 , che l'associazione continuerà a portare avanti anche per i prossimi due anni puntando a rinforzare ulteriormente una presenza sempre più affermata nel mercato. A livello territoriale i soci sono arrivati a oltre 4000 tra artigiani, soci di imprese, professionisti e cittadini.

Il "Rinascimento" della rappresentanza    

Innovazione di pensiero, nuovo approccio consulenziale per rispondere alle esigenze in evoluzione di artigiani e imprese, e soprattutto attenzione alle tecnologie digitali: questi i principali ingredienti della ricetta di cambiamento nel modello di rappresentanza associativa targato CNA Vicenza. Ma a cambiare è soprattutto il rapporto tra associazione e territorio.

«Voglio usare un termine carico di significato - ha spiegato Cinzia Fabris , presidente di CNA Vicenza -: Rinascimento. Questo è il nuovo Rinascimento per CNA Vicenza. Siamo oggi i primi esploratori di un'epoca completamente diversa dal passato, nella cultura del lavoro. Per essere competitivi i territori sono chiamati a costruire una nuova identità fuori dai rigidi schemi "Regione-Provincia-Comune", pensando trasversale attraverso una condivisione di rete di servizi e infrastrutture. E a un'impresa con mentalità finalmente di territorio serve una rappresentanza altrettanto di territorio, che superi logiche di campanile stantie e fuori dal tempo proponendosi in modo più aderente ai nuovi confini delineati dalle geografie economiche e dalle rotte commerciali».

Passaggio a Nord-Ovest

A definire una continuità di tipo imprenditoriale sono in primo luogo le infrastrutture viarie, e da questo punto di vista la svolta epocale, non solo per il Vicentino, è rappresentata dall'apertura della nuova Pedemontana Veneta. Collegando i poli d'impresa a nord del capoluogo berico con la provincia veronese si va a tracciare un "passaggio a Nord-Ovest" che per il comparto produttivo vicentino apre una corsia preferenziale verso nuove opportunità di sviluppo. Ecco perché CNA Vicenza dalla metà del 2018 governa un progetto di espansione proseguendo lungo la stessa linea geografica, portando la propria esperienza nella gestione dei servizi anche alle imprese del territorio veronese, in un dialogo trasversale rispetto ai confini amministrativi provinciali. Tale attività è coordinata attraverso due nuove sedi a Verona e a S. Pietro di Legnago.

«Sono i primi passi di un ragionamento di area vasta - ha aggiunto Fabris - parte di un progetto che ha tutto il potenziale per diventare uno dei più importanti non solo a livello regionale. E questo, è bene evidenziarlo, è il risultato del nostro lavoro, dei nostri sacrifici e della nostra nuova credibilità all'interno del Sistema. Abbiamo i numeri per governare un processo di ampliamento che metterà al centro il modello Vicenza».

Le sedi come nuovi hub di servizi innovativi

Le nuove sedi di Verona e Legnago arrivano dopo la riqualificazione degli uffici CNA di Valdagno (2016) e Thiene (2017), e hanno preceduto di pochi mesi l'apertura della nuova sede CNA di Schio (operativa da giugno 2019 all'interno del centro direzionale Summano). Attraverso spazi più ampi e tecnologici CNA punta a comunicare in modo diverso a partire dalla propria immagine, più moderna, efficiente e professionale.

«Cresciamo e diventiamo sempre più forti e solidi - ha concluso Fabris - ma soprattutto cerchiamo di essere noi per primi i testimoni di quel modello di cambiamento che vogliamo condividere con le nostre imprese. Un cambiamento che è innovazione, tecnologia, immagine, qualità e professionalità. Certo, ciò non cambia la nostra natura: continueremo a essere l'associazione forte nei tavoli istituzionali nazionali e di territorio, che porta alla politica le istanze e le proposte concrete utili al mercato, non ai consensi di questo o quel partito. Semplicemente lo faremo in modo migliore, con uno spirito ancora più aderente alle esigenze di un mondo che corre, e non può permettersi di fermarsi».