. L’EUROPA CHE VOGLIAMO

Intervento nel Gazzettino di oggi del Presidente di CNA Veneto Alessandro Conte sulle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo

In sessant’anni l’Europa, continente di pace, ha riconciliato popoli, sviluppato democrazia e difeso diritti fondamentali. Ne va tenuto conto pensando allo snodo cruciale tra visioni opposte di chi vuole più Europa, col completamento del processo di integrazione politica, e chi chiede meno vincoli e più sovranità agli stati membri.

In questi anni la libera circolazione di merci e persone ha ridotto le difficoltà di relazione , ha dato buone opportunità di studio e lavoro per le giovani generazioni, molti nostri territori in un periodo di vincoli di spesa hanno potuto utilizzare risorse derivanti da finanziamenti europei in infrastrutture, formazione, riqualificazione urbana.

La vicenda Brexit dimostra che la strada dell’isolamento non paga e che non esiste la possibilità di affrontare le grandi sfide mondiali con le dimensioni e l’organizzazione tipiche degli stati nazionali. Solo un’Europa forte può interloquire con gli altri protagonisti dello scacchiere mondiale quali Cina, Russia e Stati Uniti.

L’Europa però deve migliorare e rafforzare il legame con i cittadini e con il tessuto economico che rappresenta, se non vuole essere percepita come un contesto distante, burocratico e farraginoso. Alle piccole imprese deve riconoscere il ruolo di principale forza propulsiva dell’innovazione, dell’occupazione e dell’integrazione sociale e locale, migliorando il contesto possibile per i bisogni imprenditoriali. 

Per questo sottoponiamo ai candidati otto punti sui quali chiediamo si impegnino nella prossima legislatura.

1) Rilanciare la realizzazione di infrastrutture materiali e immateriali, e rafforzare i collegamenti europei, per ridurre in parte il gap di competitività che ci distanzia dai competitor tedeschi, spagnoli e francesi.

2) Avviare un piano straordinario per innovazione e ricerca a misura di PMI rafforzando il ruolo dei Digital Innovation Hub per accompagnare le imprese nella trasformazione tecnologica 4.0.

3) Accrescere le competenze con uno sforzo culturale e formativo che traini la miglior intelligenza del sistema imprenditoriale e del lavoro.

4) Rafforzare l’Europa sociale, dell’educazione e della cultura attraverso un welfare europeo, mirato all’equilibrio tra modelli di lavoro tradizionali e nuovi lavori.

5) Rendere più eque le condizioni di mercato con una lotta senza tentennamenti agli oligopoli e alla concorrenza sleale attraverso un’armonizzazione fiscale, anche all’interno dello stesso mercato europeo.

6) Riconoscere il Made in (indicazione d’origine) che per le imprese della moda e dell’agroalimentare sarebbe strumento di trasparenza per valorizzarsi e distinguersi nei mercati internazionali.

7) Aiutare le imprese a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile contenuti nell’ Agenda 2030. La transizione verso l’economia circolare e la green economy deve rappresentare un traguardo determinato e raggiungibile.

8) Agevolare l’accesso delle PMI al credito e sviluppare un contesto giuridico ed economico che favorisca la puntualità dei pagamenti e delle transazioni commerciali.

Pensiamo si debbano riscoprire le ragioni profonde di un progetto europeo che vada oltre il mercato unico, in cui imprese, lavoratori, cittadini e giovani possano riconoscersi. Siamo disposti a fare la nostra parte e chi sarà eletto deve rimanere ancorato alle istanze del territorio, per rafforzare l’Europa con una visione aperta e globale.