. IL VENETO RISCHIA 45 MILIONI FONDI UE IN ATTESA ATTUAZIONE NUOVO CODICE APPALTI

La CNA veneta: “necessarie accelerazione iter decreti attuativi e regia regionale delle stazioni appaltanti”

Ci sono 45 milioni di fondi europei destinati in Veneto a lavori di efficientamento di immobili della pubblica amministrazione che rischiano di essere bloccati a causa dell’iter incompleto del nuovo codice degli appalti.

Lancia l’allarme l’Unione Costruzione della CNA del Veneto che parla di “rischio di una devastante reazione a catena” tra nuovo codice appalti e fondi POR 2014-2020, con paralisi delle gare d’appalto, sanzioni e pesanti ripercussioni sull’economia e sugli enti locali veneti.

“Per scongiurare questo rischio – sostiene Monica Pavan, Presidente regionale di CNA Costruzioni – noi sollecitiamo una grande accelerazione sui tempi di adozione dei decreti attuativi previsti dal nuovo codice appalti approvato dal Parlamento, chiediamo che sia fatta chiarezza sulla disciplina transitoria e che la Regione istituisca una task force di coordinamento delle stazioni appaltanti per rendere fluido al massimo il sistema di gara”.

I 45 milioni cui fa riferimento la CNA veneta sono quelli previsti dal POR, il Programma Operativo Regionale cofinanziato dal FESR, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020.

IL POR è il documento di programmazione predisposto dalla Regione Veneto e approvato dalla Comunità europea che individua le priorità strategiche e gli obiettivi che la Regione intende perseguire nel periodo 2014-2020. Grazie ad esso la Regione dispone di ingenti risorse comunitarie, nazionali e regionali che utilizza per favorire la crescita sostenibile del erritorio.

Importante la quantità di fondi a disposizione di sostenibilità energetica e qualità ambientale, ai quali il documento riserva un intero 'asse' di programmazione, l'asse 4, una cui azione è riservata, con i 45 milioni di investimenti, al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici pubblici per un risparmio di fonti primarie di energia, riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e sostegno ad interventi che promuovano l'efficientamento energetico tramite teleriscaldamento e teleraffrescamento dando priorità a impianti da fonte rinnovabile.

Oltre 19 dei 45 milioni devono essere  spesi e certificati entro fine 2018 in quanto è un'azione  prioritaria,  sottoposta a performance framework, uno strumento innovativo per migliorare l’efficacia nell’attuazione dei programmi. Se la Regione non sarà in grado di certificare le spese ptrà essere sanzionata, rischiando di perdere parte dei fondi, oltre a subire correzioni finanziarie nel successivo programma.

“Siamo preoccupati – afferma ancora Monica Pavan Presidente regionale di CNA costruzioni – perché il codice, sul quale abbiamo un giudizio parzialmente positivo, è entrato in vigore a tutti gli effetti, ma ci sono da emanare oltre 50 Decreti attuativi (a cura di ANAC, del MIT e qualcuno del MEF), e le linee guida generali (ANAC) che sostituiranno il Regolamento, soppresso con il nuovo codice ma ancora in vigore per alcune parti fino all’uscita delle linee guida. Un vero ginepraio che potrebbe generare conseguenti atteggiamenti oltremodo prudenti delle stazioni appaltanti e, di fatto, il blocco delle gare pubbliche”.