. IL 4.0 A MISURA DEI PICCOLI

Convegno CNA Vicenza sabato 14 aprile ore 10, Palazzo Leoni Montanari, nell’ambito del Festival Città Impresa

Come se la cavano le imprese con le nuove tecnologie digitali, quali sono i risultati raccolti da chi ha scelto di investire per innovare, e quali sono invece i motivi che scoraggiano ancora troppi “piccoli” di fronte alle reali opportunità offerte dal mondo del 4.0. Questi e molti altri gli argomenti di cui si parlerà sabato 14 aprile nel convegno Il 4.0 a misura dei piccoli (ore 10, Palazzo Leoni Montanari), promosso e organizzato da CNA Vicenza all’interno del Festival Città Impresa 2018, che entra nel vivo dopo la giornata inaugurale di venerdì.

 

Temi attuali e molto sentiti dalle tante piccole imprese e realtà artigiane del nostro territorio, con i posti disponibili esauriti già poche ore dopo il lancio, e primo evento a finire sold out di tutto il Festival.

 

«Abbiamo sicuramente centrato un ambito focale - spiega Cinzia Fabris, presidente di CNA Vicenza -, che tocca profondamente gli interessi delle piccole aziende per l’immediato. Osserviamo ogni giorno infatti come per molti imprenditori il digitale sia alla base di un conflitto anche personale, che impedisce di spiccare il volo. Da un lato c’è tanta voglia di aprirsi al cambiamento, migliorando i propri processi e diventando più competitivi. Ma questo ottimismo nei confronti della modernità si scontra dall’altro con una mancanza di dimestichezza tecnologica che non trova, almeno agli occhi degli imprenditori, risposte soddisfacenti».

 

Il convegno: innovazione unica contro innovazioni di territorio

 

Il dibattito partirà dal confronto tecnologico tra territori industriali, ovvero in che misura la digitalizzazione dei processi è riuscita a penetrare nei diversi poli produttivi italiani, e quali fattori l’hanno favorita o viceversa ostacolata. Saranno presentate diverse case-history interessanti, che uniranno idealmente da nord a sud esperienze di successo chiamate a parlare dei contesti in cui sono nate e cresciute.   

 

Al tavolo interverranno Gaetano Bergami (amministratore BMC Air Filter Srl e Presidente IR4I Cluster Tecnologico Aerospaziale Emilia Romagna), Rosanna Ventrella, (amministratore unico di SYS-TEK srl e presidente CNA Impresa Donna Piemonte), e Rosario Pingaro (presidente e CEO della salernitana Convergenze Spa). Chiuderà l’analisi Marco Bettiol (professore di Internet Marketing dell’Università di Padova) con i dati sulla diffusione del 4.0 del nordest, mentre la moderazione sarà affidata alla giornalista Francesca Basso del Corriere della Sera.

 

«Saranno punti di vista su regioni diverse a partire da storie personali diverse - prosegue Fabris -, per parlare di cosa accomuna chi ce l’ha fatta e su quali aspetti fare leva per rendere la tecnologia davvero inclusiva. Con uno sguardo particolare sull’impresa tecnologica al femminile, grazie alla presenza di Rosanna Ventrella, che spiegherà come la crescita di una nuova generazione di imprenditrici innovative sia un processo fortunatamente già in atto. Il punto di arrivo sarà la definizione di un comune modello d’innovazione diffuso in modo uniforme su tutto il territorio nazionale».

 

Il 4.0 per abbattere le barriere burocratiche

 

E a contribuire a creare evidenti difformità territoriali anche in ambito digitale è certamente anche la grande zavorra della crescita industriale italiana, ovvero la burocrazia, che nel lento processo d’informatizzazione delle procedure istituzionali continua ad avere un peso che schiaccia anche i migliori propositi.

 

«Questioni in qualche modo anticipate - conclude Fabris - anche dal nostro presidente Daniele Vaccarino nella giornata inaugurale di venerdì, al convegno con Sabino Cassese dedicato proprio alle strozzature che rallentano la crescita. Per le imprese il rapporto della Pubblica amministrazione con la tecnologia resta ancora per buona parte inefficace. Per cui quando è la Pubblica amministrazione a lanciare iniziative anche valide per favorire il miglioramento delle tecnologie, il percepito è sempre quello di una marcata forbice tra intenzioni ed esigenze reali. Come per i voucher digitalizzazione, uno strumento utile, che però ora dovrà essere rivisto perché ci si è resi conto che avrebbe coperto solo in minima parte gli investimenti dei tanti che hanno presentato la domanda. Allora la soluzione è una sola: impegniamoci per intercettare davvero la voglia di cambiamento delle imprese, dando loro non solo strumenti efficaci ma soprattutto un supporto che le accompagni nella crescita. Partiamo dagli esempi positivi e facciamoli diventare prassi consolidata, e lavoriamo per estendere questa mentalità anche a tutti i livelli della Pubblica amministrazione. Questo è l’unico modo per avere un sistema di imprese che facciano concorrenza al mondo, anziché tra di loro».