. ECOBONUS CON SCONTO IN FATTURA IMPRESA-CLIENTE: SI ALLARGA IL FRONTE DEL NO

Mozione presentata in Regione e impegno all’abrogazione in Parlamento fanno ben sperare la CNA che ha presentato un ricorso al TAR

Trova alleati la battaglia di CNA contro l’articolo 10 della legge di conversione del decreto crescita, avverso la cui attuazione ha presentato nei giorni scorsi un ricorso di aziende proprie associate al Tar.

Nei giorni scorsi è stata presentata, infatti, in Consiglio regionale, dal consigliere Maurizio Conte (FI-VpA) una mozione sull’Ecobonus che, se verrà approvata, impegnerà la Giunta regionale ad un’azione di sostegno alla richiesta di abrogazione della norma.

Anche in Parlamento si sta attivando l’iter per giungere all’abrogazione. La senatrice veneta Roberta Toffanin (FI), segretario della 11A Commissione permanente del Senato su lavori pubblici, si è impegnata ad introdurla, inserendola nel provvedimento di conversione in legge (AS 1476) del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, recante “Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali”.

Ha trovato quindi sostegno l’azione avviata da CNA che giudica l’articolo 10 non conforme ai principi comunitari e nazionali in materia di concorrenza e aiuti di Stato, perché rischia di tagliare fuori dal mercato della riqualificazione energetica le piccole imprese, che per le proprie dimensioni non hanno le risorse finanziarie per anticipare ai clienti sotto forma di sconto in fattura l’importo degli incentivi pubblici recuperandolo nell’arco di ben cinque anni. Questa prassi avvantaggia solo i grandi operatori del settore, distorcendo la concorrenza.

Secondo i dati Istat rielaborati da CNA, in Veneto le imprese del settore costruzioni sono circa 50 mila, di cui un oltre il 60 % composte dal solo titolare, e comunque per un buon 95% sono piccole e medie imprese o microaziende, con circa 120 mila addetti.

Nello specifico, sono quasi 14 mila le imprese di installazione impianti, le più direttamente coinvolte nello sconto in fattura in caso di lavori di efficientamento degli impianti energetici.

“La norma rischia di dare un ulteriore duro colpo al settore delle costruzioni, nella quasi totalità costituito da piccole imprese, dopo che già tra il 2008 ed il 2016 ha subito una riduzione del numero di imprese di circa 13mila unità e per questo è ancora più importante per il mondo dell’artigianato che anche il Parlamento e il Consiglio regionale prendano posizione e tentino di bloccare, visto che ne hanno i mezzi, questa  norma iniqua” ha commentato il Presidente di CNA Veneto, Alessandro Conte.