. CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, ESTETISTI E ACCONCIATORI CNA SARANNO CENTRI ASCOLTO DI PROSSIMITÀ

Al via la campagna d’informazione Prenditi cura di te di CNA e Biancarosa Onlus, per orientare donne in disagio ai centri specializzati

In Veneto una donna su tre ha subito una forma di violenza di natura fisica o sessuale almeno una volta nella vita, mentre in Italia si registra ogni anno una media di quasi 100 femminicidi. Statistiche preoccupanti, e purtroppo in continua ascesa se è vero che il 90% delle vittime non denuncia il proprio aguzzino, e il 30% trova difficoltà a rivolgersi a qualcuno per chiedere aiuto (dati Istat 2018).

Di fronte a queste statistiche CNA Vicenza e Biancarosa Onlus hanno scelto di unire le forze, lanciando l’iniziativa Prenditi cura di te, per trasformare i luoghi più vicini alle esigenze extradomestiche delle donne in “centri aiuto” di prossimità, in grado di intercettare sul nascere l’eventuale disagio, grazie a un clima di maggiore confidenza e alla naturale complicità che spesso si genera in ambienti associati al relax e al benessere della persona.

Coinvolti in prima linea saranno quindi estetisti e acconciatori: già in queste settimane CNA Vicenza ha avviato una campagna di comunicazione tra le imprese associate del settore a livello provinciale, a cui verranno recapitati i materiali informativi dell’iniziativa.

«Le attività per la cura della persona - spiega Marianna Montanini, presidente di Biancarosa Onlus - sono luoghi in cui le donne si possono recare senza doversi giustificare. Esporre una locandina comunicando con uno slogan “forte” i recapiti dei centri antiviolenza del territorio accreditati presso la Regione, significa riuscire a raggiungere in modo discreto le donne in difficoltà, che possono così informarsi in maniera riservata e senza pressioni, avvicinandosi direttamente a professionisti preparati. All’esercente chiediamo solo di farsi “ambasciatore” di questo messaggio, soprattutto là dove grazie alla sua posizione di confidente può entrare in possesso di elementi da considerare come possibili segnali d’allarme».

Il progetto, inaugurato nella settimana in cui cade la Giornata contro la violenza sulle donne del 25 novembre, nei prossimi mesi sarà esteso a livello regionale, con il coordinamento diretto di CNA Vicenza a fianco di CNA Veneto e il sostegno delle CNA di tutti i territori provinciali, che coinvolgeranno ciascuna i propri associati per il settore.

«La nostra battaglia inizia da qui - ha commentato Michela Splendore, Portavoce Acconciatori CNA Vicenza - e punta ad andare avanti giorno per giorno, completandosi sul territorio entro l’8 marzo. Questo per dire che le ricorrenze hanno certo un grande valore simbolico, ma solo se sappiamo “riempirle” attraverso il lavoro e l’attenzione costante degli altri giorni, per fare davvero la differenza».

«Oggi iniziamo dando un piccolo esempio - ha evidenziato Valeria Cazzola, Portavoce Estetica CNA Vicenza - che può essere replicato da molti. Vogliamo costruire un mondo dove in ogni via la donna in difficoltà possa trovare una porta per uscire dalla prigione di silenzio e paura in cui si trova».

«L’obiettivo è arrivare in breve tempo almeno a 1000 imprese in Veneto - ha aggiunto Elisabeth Sarret, Presidente CNA Impresa Donna Vicenza -, in modo da raggiungere un bacino potenziale di quasi 30.000 donne. Donne vittime di violenza, oppure anche amiche, sorelle, figlie, madri: un piccolo grande esercito pronto a diffondere una nuova consapevolezza».

«La formazione delle persone e il potenziamento delle strutture di ascolto sono importanti - sottolinea Cinzia Fabris, presidente di CNA Vicenza - ma la comunicazione lo è ancora di più. E qui ognuna di noi donne d’impresa può fare subito la propria parte. Dobbiamo parlare alla donna in difficoltà che potrebbe nascondersi tra quelle che incontriamo ogni giorno sul luogo di lavoro. Dobbiamo aiutarla a non sentirsi sola, e a rendere la sua battaglia una battaglia di tutte».

«La Regione ha attivato un Centro Antiviolenza ogni 120 mila donne - ha spiegato Manuela Lanzarin, assessore ai servizi sociali della Regione Veneto - e uno sportello di ascolto ogni 60 mila, aumentando i fondi destinati a questo tipo di emergenza da 400 a 600 mila euro per il 2018. Sforzi importanti, cui vogliamo aggiungere un grande progetto di sensibilizzazione attraverso le scuole. Chiaramente per ottenere risultati concreti serve fare sistema con il territorio, e ben vengano iniziative come questa: oggi si comincia da estetisti e acconciatori, presto vorremmo coinvolgere le farmacie e i centri di medicina generale. Tutti luoghi dove una semplice informazione può trasformarsi nel coraggio di chiedere aiuto».