. CONSEGNA MIGLIORE PREMIO TESI SUL GPP E PRESENTAZIONE BANDI COMPRAVERDE VENETO PER LE STAZIONI APPALTANTI E LE IMPRESE

Domani in Regione

La seconda edizione del premio “CompraVerde Veneto” destinato a far emergere le “best practices” delle stazioni appaltanti del territorio, nonché delle imprese che si sono distinte per avere adottato in modo sistematico i criteri di sostenibilità ambientale nei propri processi organizzativi e gestionali e di acquisto dei fornitori, è stata presentata presso la Sala Conferenze del Palazzo della Regione in Venezia.

In rappresentanza di CNA Veneto, il vicesegretario Matteo Ribon ha espresso plauso alla Regione Veneto per l’importante iniziativa sugli acquisti verdi che è ormai un momento  stabile di confronto tra gli operatori. Un ringraziamento è stato rivolto alla Regione per l’attenzione che riserva al mondo delle imprese ed in particolare per aver coinvolto quest’anno anche quello delle piccole imprese nel premio “Compraverde”, una sfida che era stato accettato con entusiasmo l’anno scorso proprio in quest’occasione.

Il mondo delle PMI ha risposto timidamente a questa prima chiamata, come era lecito aspettarsi visto la novità dell’iniziativa, tuttavia è un importante segnale di attenzione della pubblica amministrazione verso politiche aziendali di sostenibilità ambientale che va nella direzione giusta. Le imprese, che in molte anche nel comparto PMI hanno investito nella sostenibilità, devono sempre di più poter sentire di essere accompagnate e sostenute verso il miglioramento dei propri processi e prodotti. Per questo Cna Veneto ritiene importante prevedere incentivi specifici e non più rimandabile l’introduzione della  cosiddetta ‘fiscalità ambientale’, ossia una fiscalità proporzionata agli impatti ambientali dell’impresa, mai realmente attuata in Italia. Fiscalità ambientale ed incentivi favorirebbero  l’accesso alle piccole imprese anche verso processi virtuosi di certificazione ambientale, spesso troppo onerosi, ma sempre più richiesti anche nell’ambito dei CAM.

Le Certificazioni diventano infatti in diversi settori, tra cui l’edilizia, requisiti cogenti richiesti alle imprese nell’ambito dei Criteri Ambientali minimi,  introducendo  elementi di distorsione del confronto competitivo, e rendendo il mercato pubblico italiano spesso inaccessibile per la maggioranza delle imprese. CNA Veneto ritiene invece che le certificazioni debbano rimanere una leva competitiva facoltativa, e che si debba procedere ad una rivisitazione dei CAM affinchè non diventino un altro muro insormontabile per le PMI e siano invece un’opportunità.

Ribon ha ricordato che qualcosa di simile è accaduto col codice appalti, che doveva introdurre meccanismi a maggior tutela delle PMI e nei fatti fino ad oggi ha dimostrato il contrario, e i CAM rischiano di finire il lavoro mettendo  definitivamente fuorigioco le piccole imprese. Ciò non deve accadere, in quanto rivisitando gli strumenti con buon senso e contestualizzandoli a misura del mercato e delle imprese italiane, sono e possono essere a nostro avviso un’importante spinta competitiva su cui crediamo da sempre come Cna.

Bisogna capitalizzare il buon lavoro fatto fino ad oggi, che parte ancora una volta dall'Europa, la quale ha tracciato la strada, sia in termini di azzeramento del consumo di suolo, sia in materia di acquisti verdi da parte della PA. Strada che L'Italia ha intrapreso con grande convinzione, cogliendo la spinta volontaria indicata dall’unione europea  e rendendola obbligatoria, peraltro unica in Europa, rendendo cogenti i criteri ambientali minimi per gli appalti, dimostrando grande impegno sulla sostenibilità ambientale. La Regione Veneto non è da meno, impegnata alacremente sia sul piano degli acquisti verdi con il piano triennale, sia sul consumo di suolo con la legge appena varata, ed ora con il piano casa attualmente in discussione in consiglio. Piano casa che prede infatti importanti premialità relative alla sostenibilità, e su cui CNA Veneto ha suggerito una spinta maggiore sul tema relativo all’impiego di materiali di recupero nell’edilizia, proprio in conformità ai CAM, al fine di incentivarne la diffusione anche nel mercato privato. E’ infatti necessario spingere con più convinzione sul riciclo dei materiali da costruzione, tassello fondamentale per l’economia circolare e per il futuro dell’ambiente, aspetto che sconta difficolta normative e burocratiche non indifferenti, su cui riteniamo strategico insistere sensibilizzando cittadini ed imprese nonché le istituzioni tutte.

CNA è da sempre attenta alla sostenibilità, come è stato ribadito anche lo scorso anno, ed è stata capofila del metadistretto della bioedilizia fondato a Treviso nei primi duemila, che diffondeva la cultura della sostenibilità quando ancora si parlava al massimo di efficienza energetica. Su questo tavolo l’anno scorso si accennò anche alla prosecuzione ideale di quel progetto con una nuova realtà in fase di costruzione insieme agli altri attori associativi, della ricerca e le imprese, ossia una nuova rete innovativa regionale sull’edilizia sostenibile. E’ stata costituita, presentata, ed è operativa per dare supporto alle imprese della filiera e alle istituzioni sulla sostenibilità ambientale.

La rete vuole essere di supporto ai RUP dei comuni per formarli sui criteri ambientali minimi, al fine di pervenire ad una completa attuazione degli stessi. Se è vero che la regione infatti è sul pezzo, purtroppo è ben noto che la maggior parte delle pubbliche amministrazioni sono ben poco informate sui CAM, e nonostante l’obbligatorietà restano spesso disapplicati nelle gare.

Una criticità figlia in larga parte dell’ampia discrezionalità che hanno le Stazioni Appaltanti  nel declinare il combinato disposto degli articoli 34 e 71 del nuovo Codice degli appalti (che introducono i CAM negli appalti pubblici) con il DM 11 ottobre 2017 ( che definisce i CAM da adottare per i lavori di nuova costruzione e ristrutturazioni). Non è a caso che lo stesso Ministero  è dovuto intervenire più volte  per dare indicazioni interpretative e operative sulla non corretta applicazione dei CAM da parte delle Stazioni Appaltanti.

Le imprese alla finestra, che conoscono il contenuto dei criteri ambientali ma ancora non vi hanno investito, sono numerose, forse ormai la maggioranza. Perché?

Innanzitutto, perché si sono accorte che in tanti casi i loro prodotti, servizi od opere vengono tuttora acquistati dall’Ente Pubblico anche se non sono conformi ai criteri ambientali: e allora, si domanderanno, perché uniformarvisi? Si tratta del classico gatto che si morde la coda, o circolo vizioso.

In secondo luogo, perché molte di queste imprese, soprattutto le piccole e medio-piccole di cui l’Italia è piena, giudicano spesso fuori portata l’investimento necessario ad adeguarsi. Ribadisco quindi l’opportunità di agire in modo serio ed effettivo in termini di incentivi e fiscalità ambientale.

In conclusione è’ innegabile che “il Green Public Procurement possa essere la miccia per dare impulso a una economia e a una crescita sostenibile”, ma rendere uno strumento obbligatorio non è sufficiente, è necessario un cambio di approccio, un vero e proprio salto culturale sia da parte della pubblica amministrazione, sia delle imprese. E le iniziative proposte vanno in tale direzione. Infatti si propongono di formare e qualificare le strutture pubbliche e gli operatori economici per affrontare adeguatamente le sfide innovative, culturali, sociali ed economiche connesse agli acquisti verdi. Ciò però non basta, è necessario prevedere anche una semplificazione delle procedure, si devono dotare le pubbliche amministrazioni e le imprese di strumenti che consentano in maniera univoca ed economicamente sostenibile, anche per le piccole imprese, di dimostrare la compliance ai requisiti ambientali.

Scadranno il prossimo 8 aprile 2019 i bandi CompraVerde Veneto – Stazioni Appaltanti e CompraVerde Veneto – Imprese, approvati dalla Giunta regionale con deliberazione n. 1443 del 08.10.2018, e sono consultabili, unitamente alla documentazione necessaria per la presentazione delle candidature.

Al termine dell’evento, alla presenza del Vice-Presidente della Regione del Veneto dott. Gianluca Forcolin e del rettore dell’Università Cà Foscari di Venezia dott. Michele Bugliesi, a seguito delle candidature pervenute alla prima edizione del Bando CompraVerde Veneto – Università, sono state premiate le migliori tre tesi di laurea pervenute sulla tematica del Green Public Procurement.