. CON LO SPLIT PAYMENT SALTA LA COMPENSAZIONE IVA PER LE AZIENDE

La Cna protesta per i ritardi nei pagamenti della PA e per una misura che limita la liquidità delle imprese

Non bastano i ritardi colossali delle amministrazioni pubbliche nel saldare i fornitori che ancora permangono. A complicare la vita delle imprese, in particolare del settore costruzioni, è giunto pure lo “split payment”, il meccanismo introdotto dal governo Renzi con la Legge di stabilità 2015 per il pagamento dell’IVA da parte della pubblica amministrazione, che ha ottenuto di recente il via libera da parte della Commissione Europea.

Il meccanismo, che non potrà superare i tre anni previsti dalle regole comunitarie sull'IVA e dunque scadrà nel 2017, resta ora in attesa dell'approvazione all'unanimità da parte dell'ECOFIN, ma è comunque già operativo in Italia dal 1° gennaio 2015 con una previsione di maggiori entrate per l’erario pari a 988 milioni di euro. Magra consolazione, nel frattempo il Governo italiano dovrà accelerare i tempi di rimborso dell’IVA.

“Siamo stati contrari a questo provvedimento e prima del pronunciamento da parte di ECOFIN insisteremo affinché la voce delle imprese del settore costruzioni possa far cambiare idea agli organismi europei rispetto a questo primo pronunciamento della Commissione” ha dichiarato Monica Pavan, presidente di CNA Costruzioni del Veneto.

In base allo “split payment” gli enti pubblici, in buona sostanza, non verseranno l’IVA all’azienda fornitrice ma direttamente all’Erario, così che le aziende si troveranno con meno liquidità in tasca e senza la possibilità di compensare un credito.

 “Si tratta comunque di una misura incompatibile con la direttiva europea sui pagamenti e con le misure a favore delle PMI contenute nello “Small business act”, che non piace alle imprese e verso la quale la CNA del Veneto ribadisce la propria contrarietà”. Conclude Monica Pavan.