. CNA VENETO A PADOVA ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO LE MAFIE

Ribadire l’impegno per la legalità, unica strada possibile per contribuire a creare un paese civile ed un’economia sana e competitiva.

Per questo motivo oggi CNA Veneto ha partecipato alla manifestazione nazionale promossa da Libera e Avviso Pubblico in occasione della XXIV edizione della Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

“Siamo in piena sintonia con le parole del Presidente Mattarella il quale oggi dichiara la volontà di liberare la società dalle mafie, un traguardo doveroso e possibile, che richiede a tutti impegno, coerenza, piena coscienza delle nostre responsabilità di cittadini. E siamo d’accordo anche con don Ciotti il quale oggi ha affermato nel suo intervento che c'è gente che ha deciso di metterci la faccia e far capire da che parte sta. In questo momento nel nostro paese dobbiamo alzare la voce, mentre tanti scelgono un prudente silenzio. Noi vogliamo metterci la faccia e non stare assolutamente in silenzio, anche perché la malavita organizzata punta alle nostre imprese in difficoltà per fagocitarle e usarli per i propri affari illegali", ha commentato Matteo Ribon, vicesegretario regionale di CNA Veneto, presente oggi alla manifestazione di Padova.

In Prato della Valle oggi è arrivato il grande corteo antimafia formato da oltre 50 mila persone per gli organizzatori. Toccante la cerimonia di lettura dei nomi di 1.111 vittime di mafia.

In testa al corteo c’erano i familiari delle vittime di mafia, con le loro foto in mano, don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera. Dietro di loro il prefetto Renato Franceschelli, il sindaco Sergio Giordani, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho. Tra i partecipanti, anche l'ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi e Maurizio Landini, segretario della Cgil.

"L'economia di volta in volta si inquina e l'impresa sana finisce per soccombere di fronte all'impresa mafiosa. Il rischio che stiamo correndo è che le mafie finiscano per governare l'economia". L'ha detto il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho nel corso della manifestazione. "Non comprendere questo è veramente grave soprattutto ora che le luci si accendono ovunque - ha continuato -. Vorrei che gli imprenditori iniziassero a capire che iniziare a segnalare determinate situazioni anomale può consentire alla magistratura e alle forze dell'ordine di intervenire in tempo".

“Un appello, questo del procuratore nazionale antimafia, che accogliamo con grande disponibilità. Noi lavoriamo ogni giorno affinchè le nostre sedi sparse nel territorio siano un vero e proprio presidio della legalità. Gli imprenditori che frequentano le nostre sedi, i nostri incontri, la nostra formazione, sanno che quella della legalità è l’unica strada possibile e che al minimo sentore di qualcosa che non va in questa direzione bisogna subito segnalarlo alle forze dell’ordine, con le quali la collaborazione è altissima”, ha concluso Matteo Ribon.

Don Ciotti ha ricordato che le mafie sono presenti in tutto il territorio nazionale, come dice il rapporto che è stato fatto dal parlamento. Si sono rese più flessibili e reticolate, sono loro che fanno rete e crescono nelle alleanze. Soprattutto sono diventate imprenditori e imprenditrici. Se la mafia ha già conquistato il cuore del Nordest, penetrando non solo il tessuto imprenditoriale ma anche quello sociale e politico, allora è nel nordest che deve mettere radici anche l’antimafia. E’ questa la nuova scommessa di Libera e don Luigi Ciotti che non per caso hanno scelto Padova come piazza principale di questa giornata .

 

E Don Ciotti ha concluso la manifestazione dicendo che "E' da 163 anni che parliamo di mafie. Non è possibile. Non è possibile in un paese civile che l'80 per cento dei familiari delle vittime non conosce la verità o la conosce solo in parte”.