. CNA RACCOGLIE LE FIRME DELLE IMPRESE PER IL RICORSO ALL’ANTITRUST SUL DL CRESCITA

Con la fiducia, convertito senza modifiche in legge il testo che all’articolo 10 prevede la cessione dei crediti di imposta all’installatore

“Non hanno voluto ascoltarci e ora siamo costretti a fare ricorso all’Antitrust per concorrenza sleale. La raccolta di firme è stata già avviata tra le imprese nostre associate e sentiamo che su questo punto c’è voglia di dare battaglia”, annuncia il Presidente regionale di CNA Veneto Alessandro Conte, all’indomani dell’approvazione da parte del parlamento della conversione in legge del DL Crescita.

Il ricorso alla fiducia per rispettare i termini di conversione non ha lasciato spazio alle modifiche richiesta a gran voce da CNA nel corso del dibattito parlamentare.

“Davvero non riusciamo a capire da dove nasca questa sorta di perversione contro le piccole imprese. A gran voce tutti a decantarne il ruolo e a lodarle, ma nei fatti passa una legge che metterà in crisi un intero settore, serramentisti, impiantisti, filiera casa, che dall’efficientamento energetico ha una grande opportunità di sviluppo come dimostra il mercato”, commenta Alfonso Lorenzetto, Presidente di CNA Treviso.

L’articolo 10 del DL Crescita prevede la possibilità, per il soggetto che ha diritto alle detrazioni, di poter optare tra uno sconto da parte dell’impresa che effettua l’intervento che sarà poi rimborsata dal fisco in cinque anni, o farsi rimborsare direttamente dal fisco in dieci anni. Non è difficile sapere come si orienteranno i consumatori, ma è facile prevedere che le piccole imprese non saranno in grado di sostenere il sistema. Il provvedimento quindi agevolerà la grande distribuzione e le grandi catene, che possono vantare rilevanti crediti di imposta da compensare, già da tempo attive nel mercato della ristrutturazione e riqualificazione energetica.

Il ricorso all’Antitrust che CNA ha deciso di avviare coinvolgendo le imprese, è basato sulla concorrenza sleale nei confronti delle piccole imprese che viene accentuata da questa falsa opzione concessa al cittadino, che in realtà è un invito puro e semplice ad utilizzare, per gli interventi di riqualificazione energetica, i servizi proposti dalle grandi catene distributive e dalle multiutilities, con la conseguenza di determinare una fortissima concentrazione del mercato della riqualificazione energetica in capo a pochissimi grandi operatori.

Oltre la beffa c’è da segnalare il danno che le imprese subiranno da un possibile blocco di almeno 2/3 mesi dell’installazione di nuovi impianti. Approvata la legge, l’Agenzia delle entrate ha 30 giorni di tempo per emanare le disposizione attuative. Anche qualora i tempi dovessero essere rispettati, è facile immaginare che il cittadino che ha in programma di effettuare lavori coperti da Ecobonus o Sismabonus non li faccia partire in attesa di sapere come potrà intascare tutto e subito l’importo relativo alla detrazione. Purtroppo, già diversi siti riportano informazioni scorrette, dichiarando che dal 1° luglio prossimo chi deciderà di acquistare climatizzatori, infissi, ma anche installare pannelli fotovoltaici potrà usufruire di uno sconto del 50%. Inoltre, diverse imprese sono state contattate da potenziali clienti per chiedere informazioni su come ottenere lo sconto del 50% in fattura, convinti che dal 01/07/19 questa procedura sia già attiva.

Gli interventi ammessi all’agevolazione fiscale sono la riqualificazione energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria, interventi sull’involucro degli edifici, installazione di pannelli solari, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, pompe di calore.