. #BUROPAZZIA ARRIVA SU AGORA’ (RAITRE) CHE INTERVISTA ARTIGIANO VENETO

Domani mattina dovrebbe andare in onda il racconto del pasticcere trevigiano Gianandrea Salvestrin di San Vito di Altivole

Ci ha messo oltre tre anni per arrivare ad aprire la pasticceria, dal momento in cui aveva avuto l’idea. E non per sue indecisioni o ripensamenti, ma perché per trasformare l’idea in una concreta realtà, c’è voluto così tanto tempo, tra contratti, ricerca di finanziamento, formazione e pratiche burocratiche, e una modica spesa di oltre 300 mila euro, compreso l’allestimento del laboratorio e del negozio.

E’ Gianandrea Salvestrin, di San Vito di Altivole, nel trevigiano, la cui storia è stata presa ad emblema di quanto possa essere soffocante la burocrazia dalla trasmissione di Rai Tre Agorà, che lo ha intervistato e che dovrebbe mandare in onda il servizio domani mattina, lunedì 15 ottobre alle 8.00. E’ stata interpellata anche la Direttrice di CNA Asolo, Angela Tedesco, che ha seguito Salvestrin nella sua epopea, così come fa con tanti altri aspiranti imprenditori e con quelli che già lo sono ma che devono continuare a fronteggiare moltissimi adempimenti ogni anno.

La giornalista Ester Maria Lorido è arrivata nel paese del trevigiano per farsi raccontare questa storia di ordinaria “buropazzia”, a seguito della presentazione dei dati dell’Osservatorio nazionale CNA, comune che vai burocrazia che trovi”.

Infatti, quella del pasticcere trevigiano è una storia comune a tanti altri aspiranti imprenditori che spesso non ce la fanno ad arrivare fino in fondo e abbandonano l’idea prima di riuscire a concrtarla, proprio a causa delle troppe questioni da affrontare e dei molti soldi da spendere, ancora prima di potersi mettere al lavoro.

“L’esistenza delle norme è sacrosanta, ma dovrebbero essere più semplici e dovrebbe essere messo tutto l’iter in mano ad un funzionario dello stato che supporti l’imprenditore nell’affrontarle senza impazzire. Io mi sogno la burocrazia come una grande stanza con 200 porte, cui devi bussare per orientarti e per assolvere ai vari obblighi, magari per essere sballottato da una all’altra prima di poter capire come funzionano le cose. Ecco per noi imprenditori lo Stato dovrebbe mettere tutto dietro ad una porta sola”.

Aiutare chi vuole intraprendere e così facendo crea posti di lavoro e aiuta l’economia a produrre valore aggiunto, PIL e indotto, è quello che chiede CNA.

Il Rapporto dell’Osservatorio CNA, infatti, dice che, prima di stringere il primo bullone, un aspirante gelataio in Italia per poter somministrare il primo cono deve sottostare fino a 76 adempimenti, contattare fino a 26 enti doversi per ben 41 volte e spendere oltre 12.600 euro. Non va meglio per le altre categorie prese in esame, falegnami, acconciatori, baristi, autoriparatori.

Il pacchetto di proposte che scaturisce dal report prevede: una cabina di regia sulla qualità della regolamentazione, la revisione della legislazione, la digitalizzazione e interoperabilità tra banche dati, piena operatività dell’Agenzia per le imprese, standardizzazione della modulistica e la trasparenza e accessibilità dei siti PA, per la semplificazione del sistema. Mentre, per singolo aspetto, CNA chiede una modulistica unica per le insegna di esercizio, la semplificazione per l’autorizzazione unica ambientale e per gli adempimenti sui rifiuti, e la ridefinizione delle classi di rischio per il SSN.